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Riforma pensioni 2015/ Galloni (Inps): cambiamo contributi e stipendi per evitare "emergenze"

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Il contributivo è un sistema sostenibile finanziariamente a prescindere dall’andamento dell’occupazione. Diventa invece insostenibile socialmente quando i livelli retributivi sono bassi o ci sono carenze di contributi. Tutti si sono preoccupati della sostenibilità finanziaria, nessuno ha sollevato il problema della sostenibilità sociale.

 

In una fase di recessione però gli stipendi si abbassano…

Se le retribuzioni sono basse, mi trovo oggi con un disavanzo di cassa e domani con delle pensioni sotto il livello della povertà. Non ha senso che ci siano dei contributi, se poi dobbiamo ricorrere alla tassazione generale per sostenere socialmente il sistema. Si dovrebbe quindi sempre intervenire avendo un occhio alla sostenibilità finanziaria e un occhio alla sostenibilità sociale.

 

Secondo lei, quale può essere la soluzione?

Se vogliamo mettere mano alle pensioni, occorre rendere più conveniente per le imprese pagare i lavoratori di più e non di meno. Se sostituissimo l’aliquota fissa con un contributo fisso da parte del datore di lavoro uguale per tutti i dipendenti, creeremmo la convenienza ad avere più lavoratori ben pagati e meno collaboratori pagati male. Il datore di lavoro pagherebbe infatti la stessa somma nell’uno o nell’altro caso. Si romperebbe così il “vizio originario” che deriva dallo scambio deciso a suo tempo tra flessibilità e occupazione, invece che tra flessibilità e salario che sarebbe la soluzione giusta.

 

Ritiene che l’attuale sistema penalizzi i giovani?

I giovani avranno pensioni basse non per colpa dell’Inps, ma perché si è attuata una politica di riduzione dei salari e dell’occupazione. L’occupazione incide sulla sostenibilità nella transizione, cioè sui contributi correnti con i quali faccio cassa per pagare le pensioni precedenti le cui condizioni erano migliori. Se gli anziani non prendessero delle pensioni buone, i giovani avrebbero delle prospettive di ulteriore precarizzazione, e quindi il loro futuro previdenziale sarebbe ancora peggiore. Quello su cui si deve intervenire, rispettando le logiche dei mercati, è fare in modo di sostituire lavoratori sottopagati con lavoratori ben pagati.

 

(Pietro Vernizzi)

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