BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

JOBS ACT/ SI. Gli "sconti" di Renzi che creano più lavoro (non precario)

Tiziano Treu (Infophoto) Tiziano Treu (Infophoto)

Rendendo più conveniente il contratto a tutele crescenti, una parte dei co.co.pro. che erano molto vicini a un lavoro subordinato saranno di fatto assorbiti perché le aziende riterranno più conveniente farlo. Si ridefinisce inoltre l’ambito del lavoro dipendente, in modo che questa fattispecie sia più ampia. La subordinazione non è più determinata secondo il criterio storico dell’eterodirezione, bensì secondo quello più ampio dell’etero-organizzazione. Un lavoratore può essere anche molto autonomo perché non prende ordini, ma è dipendente nella misura in cui è organizzato secondo i tempi e i modi che tornano utili all’impresa.

 

Renzi ha detto: “Sono circa 200mila i nostri connazionali che passeranno dai co.co.co. vari a un lavoro a tempo indeterminato”. Non è una previsione un po’ troppo ottimistica?

Non tutti diventeranno contratti a tempo indeterminato, ma una buona parte sì. Lo stesso testo del decreto fa un esplicito riferimento ai contratti collettivi. I co.co.pro. possono essere pilotati in contratti a tutele crescenti o, se sono genuini, mantenersi all’interno di questa tipologia. Va inoltre sottolineato che sono aboliti i contratti a progetto, ma restano i contratti di collaborazione (co.co.co.).

 

Sempre per il premier, queste norme sono destinate ad aumentare “la flessibilità in entrata e le tutele in uscita”. Non è in contraddizione con l’abolizione della reintegra?

È una frase che va letta attentamente, in quanto subito dopo Renzi ha aggiunto che “chi è licenziato non sarà più lasciato solo”. Sono cioè aumentati gli ammortizzatori sociali, e quindi il lavoratore licenziato avrà un contratto di ricollocazione. Una tutela da questo punto di vista sarà maggiore, perché la nuova Aspi è più lunga e più estesa per quanto riguarda i precari. Se poi arrivasse un futuro decreto sulle politiche attive, il ciclo sarà compiuto. Ai disoccupati non basta offrire ammortizzatori e contratto di ricollocazione, bisogna che ci siano dei servizi pubblici e privati che li aiutino a ricollocarsi.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
22/02/2015 - commento (francesco taddei)

sono stati treu e biagi ad inventare la precarietà! difficile che tiziano vada contro chi la pensa come lui.