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Lavoro

IL CASO/ Così Renzi e Marchionne mettono "in fuorigioco" sindacati e Confindustria

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

Fra i sindacati dei lavoratori la situazione è ancora più complessa. Quest'ultimi anni, a causa di una deriva sempre più politica della Cgil, hanno portato a posizioni sempre meno unitarie. Ogni organizzazione sta cercando in modo autonomo di affrontare il cambiamento e solo dopo il tema di arrivare a ridisegnare un'unità sindacale.

La Cisl si presenta certo più strutturata di fronte alle sfide attuali. La propensione a non tirarsi mai indietro rispetto alle trattative, l'assenza di vincoli ideologici verso le imprese, la possibilità di riprendere il tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, fanno sì che sia l'organizzazione che più delle altre ha avuto la capacità di partecipare alle fasi di ristrutturazione con proprie originali piattaforme e di proporre una contrattazione aziendale e territoriale da cui prendere le poche best practices di questo periodo.

Il segno di maggiore arretratezza viene però dalla principale forza sindacale. La Cgil appare oggi subalterna alla Fiom, con una deriva verso posizioni politiche minoritarie nella stessa sinistra italiana. Il caso dello sciopero di Pomigliano che ha visto l'adesione di soli 5 operai commentato con un "ci vorrebbe un monumento per questi eroi", sommato con il risultato inferiore al 15% ottenuto nelle elezioni delle rappresentanze aziendali Fiat, indica un ritorno a posizioni da "pochi ma buoni" che non si sentivano da oltre un secolo, quando il sindacato vedeva ancora posizioni luddiste ed anarchiche.

La Fiom può diventare però il cavallo di troia di chi vuole un sindacato solo di categorie portando a scioglimento la confederazione. Su questo rischio la risposta della Cgil non può essere di sfilare assieme a sostegno del nuovo governo greco. La fase di rilancio economico chiede invece che vi siano buone rappresentanze nelle fasi contrattuali. Abbiamo bisogno di rappresentanze che archivino la vecchia concezione conflittuale e siano in grado di partecipare attivamente con proposte proprie a indicare nuove soluzioni per contrattazioni sempre più articolate per azienda e per territori.