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Lavoro

Riforma pensioni 2015 / La proposta del sindacato per superare la Fornero: chiesto incontro a Poletti (oggi, 28 febbraio 2015)

Riforma pensioni 2015, il caso degli assegni familiari per i lavoratori autonomi finisce in Parlamento. A portarcelo è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Tiziana Ciprini.

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La riforma delle pensioni è imprescindibile, va fatta. Questo il parere dei sindacati (CGIL CISL e UIL) che hanno elaborato una loro bozza di proposta che hanno intenzione di sottoporre al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti. Oggi è stata recapitata una lettera controfirmata da Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo che chiede un incontro formale al ministro "per conoscere le intenzioni del Governo e proporre i contenuti della proposta del sindacato". Oggetto sarà la riforma delle pensioni "per limitare" si legge ancora nella nota, "le gravissime ripercussioni della legge Fornero". In particolare la proposta dei leader sindacali si focalizzerà sulla flessibilità sui requisiti per l'accesso alla pensione.

La riforma delle pensioni è sempre al centro della discussione politica. Il caso degli assegni familiari per i lavoratori autonomi finisce in Parlamento. A portarcelo è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Tiziana Ciprini che ha presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti su quanto denunciato nei giorni scorsi dal Giornale dell’Umbria: secondo il quotidiano, infatti, "gli assegni familiari concessi ai lavoratori autonomi in pensione sono talmente bassi da rasentare lo scandalo, soprattutto se paragonati a quelli degli ex lavoratori dipendenti". Numeri alla mano, si parla di appena 10 euro e 21 centesimi al mese per ogni familiare a carico, importo tra l'altro fermo dal 1988 (27 anni fa), anno in cui è entrata in vigore la legge numero 153. La Ciprini fa dunque sapere che anche l’associazione Anap-Confartigianato ha denunciato "la discriminazione che subiscono tali pensionati, particolarmente odiosa dal momento che si parla di famiglie di pensionati con redditi molto bassi". La deputata chiede quindi "se il ministro è a conoscenza della descritta situazione" e se "intende assumere le opportune iniziative legislative finalizzate a rimuovere la discriminazione denunciata e a modificare la normativa".

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