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SPILLO/ "L'autogol" dei sindacati che fa contenti Renzi, Squinzi e Marchionne

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La verità è che i sindacati hanno deciso di venir meno agli accordi sottoscritti e di non rispettare i contratti. Per questo non si è fatta attendere la replica di Confindustria a tale rottura che, nella persona del suo presidente Giorgio Squinzi, ha dichiarato: “La questione dell’esigibilità degli accordi e delle regole va affrontata. Le Parti Sociali spesso rivendicano piena autonomia e per questo guardano con sfavore ogni tentativo del legislatore di scrivere regole al posto loro. Ma per rivendicare piena autonomia, gli accordi vanno rispettati e non solo firmati”.

Il Presidente Squinzi tra le righe fa capire che la parte datoriale è disposta ad accettare che sia il legislatore a determinare la certezza delle regole e, quindi, della rappresentanza. I sindacati dicono di non volere la legge sulla rappresentanza, anche perché temono di doversi “contare”: devono infatti raggiungere il quorum del 5% di rappresentatività all’interno di ogni settore, come regolato dall’intesa di gennaio 2014, e in molti casi questo minimo non viene raggiunto. Ecco perché faticano ad andare a regime sulle regole della rappresentanza.

Ma è chiaro che tutto questo genera incertezza. Come se ne esce? Il governo pare deciso per la legge, per la gioia di Renzi, Squinzi, Ichino e... Marchionne!

 

In collaborazione con www.think-in.it

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