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Lavoro

Riforma pensioni 2015, Opzione donna (per tutti) e prestito pensionistico, il vero "nemico" è l'Europa

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Assolutamente no, questa è una criticità che riconosco. Una delle strade percorribili consiste nell’introdurre un sistema di penalizzazioni, facendo figurare che sono su base strettamente volontaria, e alla fine recuperando risorse sul piano fiscale da destinare altrove, per esempio al welfare. Ci sarà quindi un ampio dibattito. La reintroduzione delle quote, come propone la Cisl, o il ddl Damiano, con quei valori di penalità, ci portano dritti a un aumento della spesa e delle passività pensionistiche nel medio-lungo termine. È una cosa che non possiamo permetterci.

 

Quale equilibrio va trovato tra la necessità di mandare prima in pensione gli anziani per dare lavoro ai giovani e l’esigenza di risparmiare sulla previdenza?

Questo equilibrio non esiste. Continuare a credere che mandare in pensione in lavoratori anziani determini automaticamente un ingresso dei giovani è una pia illusione. In secondo luogo, in tutti i paesi sviluppati i cosiddetti “anziani” restano al lavoro più a lungo. Non condivido la “pulsione” tutta italiana ai pre-pensionamenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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