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Lavoro

RIFORMA PA/ I "falsi miti" da sfatare sui dipendenti pubblici

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I problemi della Pa è opportuno non si affrontino per slogan. Anche l'idea che l'Europa nel chiedere la "razionalizzazione" vuol dire che auspichi licenziamenti è del tutto arbitraria. Razionalizzare vuol dire utilizzare meglio le risorse. L'esempio è il confronto impietoso tra Germania, che impiega oltre 100.000 dipendenti pubblici nei servizi per il lavoro, e l'Italia, che ne impiega a stento 7.500. In Italia non v'è affatto eccesso di impiegati pubblici. Su fonte Eurispes e Ragioneria Generale dello Stato, si rileva che la spesa per il pubblico impiego in Italia ha un'incidenza sul Pil pari all'11,1% (contro il 19% della Danimarca, il 14,4% della Svezia, il 13,4% della Francia, l'11,5% della Gran Bretagna). Nel 2014, l'istituto di statistica della Gran Bretagna ha censito 5,4 milioni di dipendenti. Secondo uno studio di Forum Pa, i dipendenti pubblici francesi sono 5,5 milioni. Il numero dei dipendenti in Germania si aggira intorno ai 4,1 milioni, 3 circa in Spagna.

Non è con la corsa ai licenziamenti che si risolve il problema dell'efficienza della Pubblica amministrazione. Formazione e nuovi strumenti e sblocco delle assunzioni, oltre che seri e veri strumenti di valutazione di efficienza.

Un ragionamento finale va verso il discorso presunto liberista della riduzione del personale pubblico, conseguente alla rinuncia alla gestione diretta di alcune funzioni, che crea solo l'illusione di risparmi. Lo dimostra la gestione della sanità accreditata: formalmente sono soggetti privati a gestire, ma il servizio resta pubblico, anche perché totalmente finanziato dal pubblico. E fatti come quelli della neonata a Catania dimostrano che l'efficienza non è marchio di proprietà esclusiva, né del privato, né del pubblico: ma solo di chi voglia e sappia gestire bene.

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COMMENTI
17/03/2015 - destrutturare o innovare modernizzando ? (antonio petrina)

LA recente intervista della min. Madia su La repubblica del 16/03/2015 accenna ad un processo di formazione di un ruolo unico dei dirigenti , incontra le critiche dell'organo costituzionale preposto al controllo che è la Corte dei conti (Audizione in Senato del 9 ottobre 2014),in quanto anche la durata breve dell'incarico ( 3 anni ,rinnovabile una sola volta)nel DDL di riforma della PA, lederebbe in modo grave l'autonomia dei dirigenti! Altro far applicare la legge n 190 sull'anticorruzione che prevede espressamente la rotazione dei dirigenti e la cronaca dei giorni nostri insegna qualcosa!