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Lavoro

JOBS ACT/ Il contratto su cui scommettere con la riforma

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Sul fronte della flessibilità del rapporto contrattuale subordinato si colloca la modifica sulle mansioni (art. 2103 c.c.), oggetto del decreto ancora non definitivo sul riordino delle tipologie contrattuali. Nel testo a oggi diffuso è stabilita la possibilità per i contratti collettivi, anche aziendali, di prevedere ipotesi di assegnazioni di mansioni inferiori e per gli accordi individuali in sede protetta e nell'interesse del lavoratore alla conservazione dell'occupazione, all'acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita, di concordare direttamente l'assegnazione di mansioni di contenuto inferiore.

Al momento questa è l'unica modifica in termini di flessibilità interna e semplificazione del contratto di lavoro dipendente e ciò non può essere considerato sufficiente: forse si potrebbe agire sul lavoro part-time e sul lavoro intermittente (job on call), ma al momento lo schema di decreto sul riordino delle tipologie contrattuali non modifica sostanzialmente nulla del lavoro intermittente, né incide in modo particolarmente rilevante sul part-time. Nel lavoro a tempo parziale l'unica modifica che mi pare interessante riguarda la possibilità per il dipendente di ottenere, in alternativa al diritto al congedo parentale, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per un periodo corrispondente la durata del congedo parentale (di norma 6 mesi) e con una riduzione d'orario non superiore al 50%.

I cambiamenti delle altre forme contrattuali. Come cambiano le altre forme contrattuali diverse dal contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato? A conferma della forte "scommessa" del nostro legislatore sul contratto a tempo indeterminato, quasi a forzare il buon esito della riforma saranno definitivamente cancellati dal nostro ordinamento, con effetto dall'entrata in vigore del decreto (prevista per metà aprile), l'associazione in partecipazione con apporto di lavoro e il job sharing. Inoltre dal 1° gennaio 2016 saranno ricondotte a lavoro subordinato (salvo poche tassative eccezioni) tutte le collaborazioni (anche a progetto, con o senza Partita Iva senza obbligo di iscrizione ad albi) "etero organizzate", cioè collaborazioni esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Esiste comunque l'opportunità di stabilizzare mediante assunzione entro il 31/12/2015 sia le co.co.co. che gli incarichi a Partita Iva: in tal caso, oltre a poter beneficiare dello sgravio contributivo introdotto dalla Legge di stabilità, i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato tali collaboratori beneficiano dell'estinzione di ogni possibile onere di natura contributiva, assicurativa e fiscale connesso all'eventuale erronea qualificazione del pregresso rapporto di lavoro.

Le eccezioni alla descritta riconduzione automatica al lavoro subordinato riguardano i contratti di co.co.co. disciplinati da accordi collettivi (ad esempio, nei call center e nel settore delle ricerche di mercato), le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è richiesta l'iscrizione ad albi professionali, le prestazioni rese ai fini istituzionali nelle associazioni sportive dilettantistiche e le collaborazioni per le attività rese da amministratori/sindaci/partecipanti a collegi e commissioni.

Inoltre, con l'entrata in vigore del decreto, stando all'attuale testo, non si potranno più stipulare nuovi contratti di collaborazione a progetto, né collaborazioni coordinate di breve periodo e importo (fino a 30 giorni e per un massimo di 5.000 euro all'anno), né le collaborazioni, senza progetto, dei pensionati di vecchiaia. Ferma restando la cancellazione delle co.co.pro., la collaborazione autonoma coordinata e continuativa non scompare dal nostro ordinamento ma resta prevista dall'art. 409 c.p.c., comma 3, come "prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale" senza progetto, con un ritorno allo scenario esistente prima del D. Lgs. 276/03 ("Riforma Biagi").

Sarebbe però fondamentale, per evitare futuri contenziosi, che la legge chiarisse come instaurare collaborazioni "legittime", perché nel rispetto delle caratteristiche di cui al 3° c. dell'art.409 c.p.c. non dovranno comunque sussistere i caratteri che determinano l'automatica riconduzione a lavoro subordinato, quindi, la collaborazione dovrà essere "prevalentemente", ma non "esclusivamentepersonale"coordinata e continuativa, ma non anche "a contenuto ripetitivo", né "organizzata dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.