BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma pensioni 2015 / Flessibilità, i calcoli che aiutano Poletti e Damiano

Fotolia Fotolia

Ho proposto due soluzioni per il pensionamento flessibile. La prima è molto simile a quella prevista nel disegno di legge, con tre diverse penalizzazioni calcolate in senso attuariale. Andando in pensione un po’ prima, l’assegno è ridotto in una quantità tale da lasciare inalterato il valore attuariale di tutte le pensioni che una persona riceve fino al decesso. In modo corrispondente, per chi va in pensione più tardi la pensione deve aumentare in modo sufficiente da permettergli di ricevere in valore attuariale la stessa rendita pensionistica cui avrebbe avuto accesso se si fosse pensionato prima.

 

In che senso prima ha detto che va riproposto il modello della riforma Dini?

La riforma Dini permetteva il ricalcolo contributivo della pensione per chi si pensionava all’interno del sistema retributivo o del sistema misto. In quella riforma era già prevista un’opzione di ricomputo con il criterio totalmente contributivo. Alcuni l’hanno letta come clausola di salvaguardia per permettere a tutti di scegliere nel momento in cui si introduceva la riforma. Altri invece l’hanno letta come un’opzione per rivedere le regole pensionistiche permettendo un pensionamento flessibile più ampio, purché nell’ottica di un ricalcolo contributivo. Sono andato quindi a riprendere quanto affermava la legge 335 sul ricalcolo contributivo, applicandolo alle pensioni retributive o contributive per permettere alle persone di andare in pensione all’interno di quell’intervallo anagrafico.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.