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RIFORMA PA/ La "cura francese" per esuberi e fannulloni

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Lo smantellamento del principio di pianta organica per singola amministrazione aiuterà questo grande processo di mobilità interno alla Pa. Ciò dovrà prevedere un'applicazione di strumenti e servizi cresciuti in questi anni nel settore privato. Valutazione delle competenze, orientamento professionale, formazione finalizzata a nuovi compiti individuati: sono tutti servizi dell'outplacement che dovranno essere applicati per organizzare e promuovere una mobilità assistita da servizi per il lavoro.

In un'analoga esperienza fatta in Francia, alcuni anni fa, furono società private che affiancarono un grande ministero e pianificarono un processo di outplacement, in quel caso sia interno che esterno alla Pa, fornendo un primo nucleo di operatori che poi divennero i gestori di processi di mobilità in altri settori dell'amministrazione statale. Ho citato questa esperienza pratica perché ritengo importante anche per il nostro Paese che l'avvio della mobilità con il processo derivante dalla soppressione delle provincie non resti un caso isolato, ma sia l'occasione per creare una struttura permanente che, nell'ambito della nuova Agenzia nazionale per l'occupazione, sia di supporto per servizi di mobilità a tutta la Pa nel futuro.

Sarebbe possibile, fatti i primi passi obbligati, coinvolgere l'Inps per la rete di dati sul personale coinvolto e creare una task force che sia in grado di assicurare i servizi necessari per supportare mobilità interna ed esterna. Così l'uniformità fra lavoro pubblico e lavoro privato sarebbe assicurata non solo da proclami di principio, ma da modalità gestionali uniche. Certo rispettose delle differenze contrattuali, ma senza ricreare un dualismo di mercato che creerebbe di nuovo lavoratori con tutele diversificate. Oltretutto, un nuovo dualismo non scioglierebbe quel nodo ideologico del posto importante perché tutelato solo nella Pa, considerando di Serie B tutti gli altri lavori che richiedono una costante attenzione alle proprie capacità professionali.

Ho tralasciato di sottolineare possibili differenze fra dirigenti e non perché ritengo un falso problema dire che non può esserci mobilità fra manager pubblici e privati. Già oggi dove ciò è stato sperimentato ha dato buoni risultati. È solo l'autoreferenzialità di troppe amministrazioni che ha frenato le sperimentazioni, ma non si può più rinviare un rinnovamento del modo di lavorare che torni a mettere i tram sui binari giusti per rispondere ai cittadini con servizi efficienti.

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COMMENTI
21/03/2015 - La riqualifica francese (Moeller Martin)

In Francia ma anche in Germania questi corsi di riqualifica sono sempre esistiti e non sono uno strumento specifico per le sole PA ma anche per privati. Il problema è che in moltissimi casi non funzionano e quindi saremmo degli stupidi se oggi ripetessimo gli stessi errori. Prendiamo un tranquillo funzionario 45 enne di una ex provincia, uno che da 25 anni lavora da perfetto 'burocrate'. Dopo 6 o 12 mesi di corso di informatica, si pretende da questa persona di affermarsi contro gente con 25 anni di esperienza o giovani che oltre ad una istruzione 10 volte migliore hanno la 'fame' e la grinta che il nostro funzionario ha perso da tempo. Innutile illudersi, non ha nessuna chance. E a quale privato serve oggi un burocrate 45enne?