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Riforma Pensioni 2015/ Il "taglio" che aiuta i giovani senza penalizzare i pensionati

Mentre si discute di una riforma delle pensioni che introduca la flessibilità, qualcuno vorrebbe ancora un intervento sulle pensioni d'oro. LUCIANO MONTI presenta un'alternativa

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Dopo lo stop imposto dalla Corte costituzionale, mentre si discute di una riforma delle pensioni che introduca un meccanismo di flessibilità, da diverse parti si pensa ancora a un prelievo fiscale sulle pensioni d’oro, così da reperire risorse utili magari per i soggetti più svantaggiati. Il professor Luciano Monti, docente di Politica economica europea alla Luiss di Roma, da anni sta lavorando però a una proposta alternativa sempre con l’obiettivo di colmare il gap generazionale in favore dei giovani.

Professore, dopo la sentenza della Corte costituzionale si possono pensare per i giovani a tagli alle pensioni d’oro magari per aiutare i giovani?

In primo luogo va preso atto della decisione della Consulta, che ha dichiarato illegittimi tutti i tentativi di creare una tassazione aggiuntiva sulle pensioni. Insieme al mio team di ricerca abbiamo dunque iniziato a ragionare in termini di maturità fiscale. L’idea non è più quella di andare a fare prelievi sulle pensioni, bensì di cominciare a considerare un prelievo aggiuntivo sulle aliquote più alte a partire dai 40/45 anni di età.

Come andrebbero modulate le aliquote?

La nostra idea è quella di partire da un’aliquota del 42% per chi ha 40 anni, per poi salire mano a mano che si progredisce nell’età. Ritengo che questa opzione sia costituzionale, nel senso che è possibile prevedere aliquote diverse in funzione dell’età del contribuente.

Lei ritiene che il gap generazionale sia misurabile?

Noi stiamo lavorando proprio a questo. Abbiamo creato un indicatore del divario generazionale, calcolando quanto costa alla collettività il ritardo che i giovani si trovano a fronteggiare nel realizzare l’obiettivo minimale di acquisire una casa, avere una famiglia e un lavoro. I risultati di questo indicatore, chiamato Gdi (Generational Divide Index o Indicatore di Divario Generazionale), ci dicono che dal 2004 al 2012 in Italia c’è stato un peggioramento di quasi il 35%. Se nel 2004 un 24enne aveva bisogno di dieci anni per realizzare il suo progetto primario, nel 2012 occorrono 13 anni, nel 2014 invece 16 anni e nel 2020 si potrebbe arrivare a 17 o 18 anni.

Quali sono i fattori che hanno portato a questo peggioramento?