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RIFORMA PENSIONI 2015/ Ecco l'alternativa a Opzione donna per "riscattare" le italiane dalla legge Fornero

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

L’Opzione Donna è una possibile soluzione, ma garantisce solo la pensione contributiva. Inoltre, anche in questo caso sono previsti 35 anni di contributi che difficilmente le donne raggiungono.

 

Perché le donne difficilmente arrivano a 35 anni di contributi e di solito si ritirano dal lavoro con la pensione di vecchiaia?

Perché purtroppo tutti i lavori di cura e tutti gli impegni familiari sono ancora a carico delle donne. Mentre gli uomini riescono a lavorare con continuità, questo non accade per le donne: quando hanno figli rinunciano al lavoro, poi rientrano part-time, magari impiegano due o tre anni per ritrovarlo. Tutto ciò determina una situazione di mancanza di contributi. La conseguenza è che due terzi degli uomini vanno in pensione di anzianità e due terzi delle donne vanno in pensione di vecchiaia.

 

Qual è quindi la sua proposta?

Lo scorso 10 dicembre ho presentato un disegno di legge che prevede di ripristinare la gradualità nell’aumento dell’età pensionabile per le donne. In pratica l’anzianità richiesta per andare in pensione dovrebbe essere di 63 anni fino al 30 giugno 2016, 64 anni dal 1 luglio 2016 al 31 dicembre 2017 e 65 anni dal 1 gennaio 2018. Ho proposto inoltre di perfezionare le specifiche misure compensative, prevedendo due anni di anticipo sull’età pensionabile per ogni figlio o anni di cura fino a un massimo di cinque anni di anticipo. Infine, ho chiesto di abolire la legge Fornero che prevede la pensione a 70 anni qualora l’importo non superi di una volta e mezza l’assegno sociale.

 

Quali saranno i prossimi passi in commissione verso l’approvazione di un nuovo testo?

Noi ci aspettiamo che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, venga in commissione per permetterci un confronto con le sue idee e con le possibilità in termini di risorse oggettive, che rappresentano il vero problema.

 

(Pietro Vernizzi)

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