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Lavoro

SPILLO/ La mancanza di realismo che "frega" i giovani sul lavoro

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Io non credo che l'origine di questo atteggiamento sia il lamento, semmai esso è un esito. All'origine credo che ci sia una mancanza di realismo. Quel realismo che concepisce il sacrificio non come una fregatura, ma come l'ipotesi più umana percorribile in un dato momento storico; quel realismo che non si focalizza su tutti i limiti di una data situazione, ma cerca di valorizzarne il positivo e dai lì partire; quel realismo che ti spalanca gli occhi e non ti fa rimpiangere gli anni passati, ma ti pone davanti a un cambiamento glocale (sia nelle dinamiche internazionali che nelle relazioni di maggiore prossimità) con il quale dover fare i conti. 

Occorre un'educazione a questo realismo, attraverso le parole della verità e testimoniando la giustizia, anche nel mondo del lavoro. Il sindacato, soprattutto un certo tipo di sindacato innamorato della responsabilità e della partecipazione, ha il grosso compito di tutelare i lavoratori, ma oggi tutelare i lavoratori non vuol dire solo garantirgli il giusto salario o una stabilità occupazionale, vuol dire anche educarli al lavoro, educarli al realismo.

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COMMENTI
30/03/2015 - @ Sig.Francesco (Moeller Martin)

Veramente è il contrario. Pro interinale la flessibilità: basta un colpo di telefono per sostituire il lavoratore o terminare il rapporto. Contro l'interinale il costo: il lavoro interinale ha un costo maggiore rispetto a quello di un dipendente assunto. Chiaro che se potessimo assumere a condizioni eque e senza tutta la fuligine ideologica che ci trasciniamo dietro, la valutazione dei pro e contro si sposterebbe a favore delle assunzioni. Per la cronaca, questo è quanto da sempre ci chiede la EU e non certo l'ennesima buffonata, prima la legge Fornero, ora il Jobs Act. Infine e per completezza, vi sono altre 2 possibilità oltre al lavoro interinale o fisso: lavoro in nero o più o meno irregolare con beneficio ecconomico ma rischiando molto o seguire la strada maestra e non assumere.

 
29/03/2015 - commento (francesco taddei)

la precarietà dei contratti è la fortuna e la ragione di vivere delle agenzie interinali.