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RIFORMA PENSIONI 2015/ Contributi, il “peso” che crea problemi alla Lega Nord (e agli italiani)

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La riforma Fornero a regime ha eliminato le pensioni di anzianità. Tutti noi ci ritireremo quindi dal lavoro con la pensione di vecchiaia. Il requisito dei contributi continua ad aumentare per tutti, e non possiamo discriminare uomini e donne. Un primo problema però è già presente nel coefficiente di trasformazione, attraverso cui si calcola il passaggio dal montante contributivo alla rendita. La nostra legge prevede che questo coefficiente sia uguale per tutti.

 

In che senso un coefficiente uguale per tutti sarebbe un problema?

Le donne sono avvantaggiate perché hanno un’aspettativa di vita più lunga e quindi ricevono una pensione che in proporzione è maggiore. Ciò compensa il fatto che le donne sono d’altro canto penalizzate in quanto vanno in pensione più tardi. Ma questo non toglie il fatto che se esistono disuguaglianze e sperequazioni, occorra intervenire per risolverle. La verità è che ormai con il contributivo tutti andranno in pensione a 66 anni. La prospettiva è che la maggior parte delle persone abbiano una vita lavorativa che inizia a 27 o 28 anni. Difficilmente quindi un lavoratore raggiungerà i 43/44 anni di contribuzione necessari per l’ex pensione di anzianità.

 

(Pietro Vernizzi)

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