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Lavoro

Riforma Pensioni 2015/ Parente (Pd): esodati, un censimento per "ragionare" sulla flessibilità

Annamaria ParenteAnnamaria Parente

Se lei mi chiede se vada cambiata la struttura della legge Fornero, la mia risposta è no. Ciò che va fatto è immettere degli elementi di flessibilità in uscita dalla pensione per venire incontro a esigenze particolari. Occorrono cioè alcuni correttivi alla legge Fornero per agevolare una maggiore flessibilità in uscita, anche perché il mondo del lavoro è eccessivamente invecchiato.

 

Quindi esodati e flessibilità sono due temi strettamente legati tra loro?

Sì. Il censimento servirà anche per capire come, sulla base di una scaletta di penalizzazioni, possiamo aiutare le persone cui mancano pochissimi anni alla pensione a ritirarsi un po’ prima dal lavoro. Utilizzeremo il chiarimento sul numero degli esodati anche per ragionare su forme di uscita anticipata dal lavoro. Non è escluso che al termine di questo percorso la commissione del Senato faccia delle proposte relative alla flessibilità in uscita.

 

Per il ministro Poletti, “la flessibilità conviene innanzitutto alle aziende”. È davvero così?

Sì. Le imprese lamentano il fatto che ci sono pochi giovani al lavoro. Pensiamo a tutte le aziende ad altissimo contenuto tecnologico, che hanno la necessità di rinnovare il personale. Negli ultimi cinque anni in Italia sono diminuiti i giovani che lavorano, con la conseguenza che la forza-lavoro è invecchiata.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
04/03/2015 - Esodati non considerati (Gennaro Russo)

Egr. on. Parenti, sono uno che ha perso il lavoro perchè la sua azienda nel luglio 2011 ha presentato istanza di cessazione esercizio di impresa ed il tribunale l'ha decretata nell'ottobre successivo. A seguito di ciò ha usufruito di ulteriori 12 mesi di CIG ai sensi dell'art. 3, comma 1, lg. 223/91 e successiva mobilità. Come mai, mi chiedo, accordate salvaguardia solo a chi ha concordato l'uscita dal lavoro e non considerate i lavoratori di aziende fallite ancor prima Governo Monti? E' mai possibile che oltre la Fornero debba imbattermi in rappresentanti istituzionali che realizzano il caso di lavoratori che a parità di contributi, uno usufruisce di salvaguardia e va in pensione mentre l'altro resti, senza mobilità e senza stipendio, sottoposto ad una riforma postuma al suo licenziamento? Se volete un aiuto per i lavoratori da salvaguardare vi consiglio di accedere al sito INPS. Cliccate sulla voce "PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO", selezionate la sottovoce "MOBILITA'" e sulla pagina specifica cercate le intestazioni "A CHI SPETTA" e "QUANDO SPETTA". Gradirei una sua risposta. Buon lavoro, a voi che potete. Cordiali saluti. Gennaro Russo