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Riforma Pensioni 2015/ Parente (Pd): esodati, un censimento per "ragionare" sulla flessibilità

Una riforma delle pensioni che introduca un meccanismo di flessibilità nel sistema è un tema collegato a quello degli esodati. ANNAMARIA PARENTE ci spiega perché

Annamaria Parente Annamaria Parente

Un gruppo di parlamentari coordinati da Annamaria Parente (Pd) sta censendo il numero di esodati che non sono ancora stati coperti dalle sei salvaguardie adottate finora. Il progetto è nato su iniziativa di Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro a Palazzo Madama, che ha lanciato l’idea di un modulo che sarà pubblicato nelle prossime settimane sul sito web del Senato. Chiunque è rimasto senza occupazione per un accordo con la sua azienda, precedente all’entrata in vigore della riforma Fornero, potrà partecipare al censimento allegando il documento relativo allo scioglimento del rapporto di lavoro. Il tema degli esodati è strettamente legato a un’altra questione all’ordine del giorno, quella sulla flessibilità pensionistica. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri ha parlato della possibilità di consentire l’uscita anticipata dal lavoro con pensioni più basse. “Dal lato della previdenza - ha affermato l’economista - è chiaro che, usando il calcolo contributivo, si potrebbero introdurre forme di flessibilità”. Abbiamo parlato di tutti questi temi insieme all’onorevole Parente.

Da dove nasce l’idea di censire gli esodati non ancora salvaguardati?

Nasce dalle richieste, lettere ed e-mail che ci scrivono diversi cittadini. È un’esigenza molto concreta e che nasce dal basso perché ci scrivono in tanti.

Quali sono i vostri obiettivi?

Il gruppo di lavoro che presiedo nella commissione Senato si pone tre obiettivi. Il primo è un censimento per capire se occorrano degli interventi legislativi per salvaguardare ulteriori categorie. Se così non fosse, il secondo obiettivo sarebbe quello di aiutare i casi individuali, che non rientrano nelle categorie dei salvaguardati ma che si trovano in situazioni particolarissime. Il terzo obiettivo è affrontare il tema di come agevolare l’uscita dal lavoro delle persone vicine alla pensione.

Quale numero di esodati prevedete di avere?

Facciamo il censimento proprio per rispondere a questa domanda. Abbiamo preparato un questionario per capire se quanti ci scrivono appartengono effettivamente alla categoria dei pensionati, se sono necessari altri interventi legislativi o se ci sono situazioni che possiamo anche segnalare all’Inps per una possibile risoluzione in quanto casi individuali. Se attraverso il censimento dovesse emergere che non ci sono più categorie da salvaguardare ma solo casi singoli, a quel punto nella commissione Lavoro del Senato potremo pensare di fare proposte sulla flessibilità in uscita per chi si trova vicino al pensionamento.

Quali altri elementi restano da chiarire?

C’è un’incertezza relativa agli accordi individuali che sono stati fatti. Se è vero che abbiamo salvaguardato tutte le categorie, rimangono infatti soltanto delle situazioni singole. Per esempio, un lavoratore può essere nato mezz’ora prima del primo gennaio dell’anno da cui partono le salvaguardie. Oppure le persone che ci scrivono possono non essere assimilabili ai salvaguardati.

Per il presidente dell’Inps Boeri è necessario tornare a parlare di flessibilità. Lei che cosa ne pensa?


COMMENTI
04/03/2015 - Esodati non considerati (Gennaro Russo)

Egr. on. Parenti, sono uno che ha perso il lavoro perchè la sua azienda nel luglio 2011 ha presentato istanza di cessazione esercizio di impresa ed il tribunale l'ha decretata nell'ottobre successivo. A seguito di ciò ha usufruito di ulteriori 12 mesi di CIG ai sensi dell'art. 3, comma 1, lg. 223/91 e successiva mobilità. Come mai, mi chiedo, accordate salvaguardia solo a chi ha concordato l'uscita dal lavoro e non considerate i lavoratori di aziende fallite ancor prima Governo Monti? E' mai possibile che oltre la Fornero debba imbattermi in rappresentanti istituzionali che realizzano il caso di lavoratori che a parità di contributi, uno usufruisce di salvaguardia e va in pensione mentre l'altro resti, senza mobilità e senza stipendio, sottoposto ad una riforma postuma al suo licenziamento? Se volete un aiuto per i lavoratori da salvaguardare vi consiglio di accedere al sito INPS. Cliccate sulla voce "PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO", selezionate la sottovoce "MOBILITA'" e sulla pagina specifica cercate le intestazioni "A CHI SPETTA" e "QUANDO SPETTA". Gradirei una sua risposta. Buon lavoro, a voi che potete. Cordiali saluti. Gennaro Russo