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Lavoro

JOBS ACT/ Il "passo indietro" dei sindacati che pesa sui disoccupati

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È un salto di qualità politica che si propone e sfuggire a questa scelta è per rimanere organizzazioni che si pongono solo sul versante rivendicativo senza mai assumersi responsabilità di proporre scelte e gestirle. Questo chiamarsi fuori dalle responsabilità contraddice le capacità dimostrate da tante rappresentanze sindacali aziendali e territoriali di farsi carico dei problemi nuovi posti dalle trasformazioni economiche e che hanno saputo dar vita a contrattazioni originali pur di creare nuova occupazione e difendere i posti di lavoro.

Le centrali sindacali dovrebbero tornare a rileggere la propria storia. Nelle Camere del lavoro appena nate i lavoratori entravano per avere assistenza e difesa dei livelli salariali, per trovare difesa dei propri diritti ma anche per cercare lavoro. E la funzione di conoscere il mercato del lavoro locale, assicurare le riassunzioni per gli stagionali in agricoltura e indicare le nuove occasioni che si aprivano nella nascente industria era una capacità che favoriva la crescita della Camera del lavoro. Il forte sindacato dei ferrovieri non solo assicurava il lavoro, ma organizzava servizi per calmierare i prezzi e ha dato vita a una mutua di assistenza sanitaria che ancora oggi è operativa.

Avendo poi accettato che la crescita del sistema di welfare non avesse una gamba sussidiaria il sindacato ha fatto sì che questa tradizione si sia andata perdendo. Oggi si tratta di riprenderla perché senza il supporto sussidiario il sistema di workfare che si vuole introdurre sarebbe umanamente più povero e anche economicamente meno sostenibile.

Solo dalla Cisl sono venute aperture in questo senso. Anche se però abbastanza timide. Ci vuole sicuramente coraggio ad accettare questa nuova sfida. Mettere da parte l'idea che il compito del sindacato sia solo rivendicativo è una sfida pesante. Mettersi in gioco con la propria responsabilità per dimostrare che per il diritto al lavoro si lotta, ma si può anche costruire strutture di impresa sociale non profit capaci di lavorare per questi diritti, apre una nuova stagione per un sindacato che rinnova la propria cultura, le proprie strutture e contribuisce a creare una società civile fonte di corpi intermedi che si confrontano con le nuove sfide dei diritti dei lavoratori.

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