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Lavoro

CONTRATTI A PROGETTO/ Cosa cambia (in meglio) dopo il Jobs Act

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Quest'ultima disposizione chiude lo spazio a ogni possibile obiezione. Perché a fronte delle esigenze e particolarità individuate in un dato settore, potranno essere avviati contratti a progetto (pur non rientrando nei casi precedenti), nel momento in cui verrà sottoscritto un accordo sindacale che regolamenti in termini collettivi il rapporto di lavoro. Si troverà quindi una sintesi tra l'esigenza delle aziende di avere una tipologia contrattuale adatta alla specifica attività lavorativa di riferimento, senza però lasciare il lavoratore in balia della negoziazione individuale, o come dice saggiamente papa Francesco: "Tu cerchi lavoro? Vieni, vieni in questa ditta". 11 ore, 10 ore di lavoro, 600 euro. "Ti piace? No? Vattene a casa". 

Ricondurre l'utilizzo delle collaborazioni a progetto alla contrattazione collettiva, vuol dire limitare il ricatto per le fasce lavorative più deboli, senza precludere nessuna possibilità di assunzione alle azienda e ai professionisti.

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COMMENTI
12/11/2015 - commento (francesco taddei)

ma in che mondo di fiabe vive sor Daniel? chiuso il co.co.pro. il lavoratore dovrà aprire la partita iva! ha idea di quanto costa?