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Lavoro

Riforma pensioni 2015 / Proietti (Uil): su esodati e flessibilità, basta con le "penalizzazioni"

Giuliano Poletti (Infophoto)Giuliano Poletti (Infophoto)

Quando un dipendente raggiunge i requisiti, può decidere se vuole continuare o meno a lavorare: non ci deve essere però un automatismo. Noi proponiamo che nel pubblico e nel privato si introduca una flessibilità tra 62 e 70 anni dentro la quale il lavoratore può scegliere quando andare in pensione. Ciò in base alla tipologia di lavoro e alle condizioni di salute.

 

Andando prima in pensione, ci si ritroverà con pressioni più basse?

Con il sistema contributivo più si rimane al lavoro e migliore è la pensione che si percepisce. In molti casi il lavoratore, per la sua condizione particolare, può decidere di ritirarsi un po’ prima accettando una pensione più bassa. Dal momento che la penalizzazione è già implicita nel sistema contributivo, noi siamo assolutamente contrari all’ipotesi di introdurre la flessibilità aggiungendo una penalizzazione ulteriore. Questo ci vede fermamente contrari perché le pensioni sono già basse.

 

Per il ministro Poletti, la flessibilità delle pensioni converrebbe alle stesse imprese. È davvero così?

Finalmente il governo se ne rende conto, perché noi abbiamo detto queste cose all’indomani dell’emanazione del decreto Fornero-Monti. Fin da allora abbiamo spiegato che si faceva un danno ai lavoratori ma anche alle imprese. In questo modo si impediva quel naturale turn-over che è necessario all’interno dell’azienda, proprio perché molti imprenditori hanno bisogno di assumere giovani e di lavorare con sistemi tecnologici più avanzati.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/03/2015 - Categorie di ex lavoratori dimenticati (Gennaro Russo)

Sono stato licenziato e messo in mobilità nel ottobre 2011, non perché avessi concordato un esodo agevolato ma solo perché l'azienda aveva cessato l'attività, dicasi fallita. Ancora oggi nessuno si ricorda di questa categoria di lavoratori. Sembra che da parte dei rappresentanti istituzionali e assurdo, da parte dei sindacalisti, si ignori la loro esistenza e ci si lambicchi il cervello per trovare tutte le casistiche finora non considerate. Capisco che dovete salvaguardare i buoni rapporti con le aziende e tutelare le loro esigenze ma ogni tanto ricordatevi che siete nati rappresentanti dei lavoratori che non hanno solo braccia ma anche cervello per valutarvi.