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Riforma pensioni 2015 / Proietti (Uil): su esodati e flessibilità, basta con le "penalizzazioni"

Si torna a parlare di riforma delle pensioni, mentre si studia anche un nuovo intervento di salvaguardia per gli esodati. Abbiamo fatto il punto con DOMENICO PROIETTI della Uil

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

Il dossier pensioni torna sul tavolo del governo. A oltre tre anni dalla riforma Fornero si torna a parlare di misure per correggere il nostro sistema previdenziale. All’ordine del giorno c’è l’introduzione di un meccanismo di flessibilità, il completamento delle salvaguardie per gli esodati, il ritorno nella Pa alla recedibilità da parte del datore di lavoro quando il lavoratore raggiunge il primo requisito utile per il pensionamento e la rivalutazione dei montanti contributivi e delle indicizzazioni. Tra le ipotesi su cui sta lavorando il governo c’è anche un Pin per accedere alla propria posizione contributiva Inps da cui si potranno avere informazioni e simulazioni sull'assegno futuro e la revisione dei coefficienti di trasformazione. Ne abbiamo parlato con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil.

La commissione Lavoro al Senato ha avviato una verifica sul numero degli esodati non ancora salvaguardati. Significa che contesta i numeri dei sindacati?

Il governo è troppo tiepido nel portare a compimento il lavoro positivo che è stato fatto in questi anni sugli esodati. Dopo la sesta salvaguardia è rimasta ancora una quantità di persone che hanno bisogno di un intervento e che impattano sugli anni 2015 e 2016. È quindi quanto mai opportuno non solo verificare i numeri, ma anche pensare a una nuova salvaguardia che completi il lavoro che abbiamo fatto positivamente in questi anni. Noi non ci preoccupiamo se il governo contesta o meno i nostri dati e le nostre analisi, ma ci impegniamo a trovare quelle soluzioni positive per le persone che sono rimaste coinvolte nella vicenda degli esodati.

Il governo sta facendo gli sforzi necessari o bisognerebbe fare di più?

Al momento temiamo che il governo si sia fermato. La nostra iniziativa è quella di rimettere al centro della discussione l’esigenza di salvaguardare tutte le persone che sono state coinvolte dai provvedimenti Fornero e che, pur avendo sottoscritto degli accordi, si sono trovate con la prospettiva di essere senza lavoro e senza pensione.

Il ministro Madia ha emanato una circolare per mandare automaticamente in pensione i dipendenti pubblici che hanno i requisiti necessari. Lei che cosa ne pensa?

Noi pensiamo che ci debbano essere regole uguali sia per il settore pubblico sia per quello privato. Consideriamo un’anomalia il fatto che da un lato il governo chieda alle persone di rimanere al lavoro più a lungo, e dall’altra quando può le spinga automaticamente a uscire. Il principio che la Uil ha sempre proposto è di lasciare libertà di scelta al lavoratore.

In che modo?


COMMENTI
07/03/2015 - Categorie di ex lavoratori dimenticati (Gennaro Russo)

Sono stato licenziato e messo in mobilità nel ottobre 2011, non perché avessi concordato un esodo agevolato ma solo perché l'azienda aveva cessato l'attività, dicasi fallita. Ancora oggi nessuno si ricorda di questa categoria di lavoratori. Sembra che da parte dei rappresentanti istituzionali e assurdo, da parte dei sindacalisti, si ignori la loro esistenza e ci si lambicchi il cervello per trovare tutte le casistiche finora non considerate. Capisco che dovete salvaguardare i buoni rapporti con le aziende e tutelare le loro esigenze ma ogni tanto ricordatevi che siete nati rappresentanti dei lavoratori che non hanno solo braccia ma anche cervello per valutarvi.