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Riforma Pensioni 2015/ La modifica ai contributi che aiuta i giovani (e le imprese)

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Il Jobs Act ha un effetto positivo, ma debole. Rispetto ai grandi numeri dell’economia, della previdenza e della domanda aggregata per consumi, non vedo un impatto significativo. Gli stessi 80 euro possono essere un’idea carina, ma non modificano certo la macroeconomia.

 

Se si abbassa l’aliquota per i nuovi assunti, chi pagherà le pensioni degli anziani?

Se la modifica dell’aliquota determina una crescita dell’economia, ci saranno le risorse per farlo. Gli anziani che sono andati in pensione con il vecchio sistema, tra 20-25 anni non ci saranno più. Questa riforma delle pensioni, come qualsiasi altra, va in equilibrio a regime, mentre adesso ciò non può avvenire perché esiste una competenza tra la cassa e la competenza.

 

Ma nel frattempo aumenta il debito pubblico…

Se c’è bisogno di risorse, o si aumentano le tasse o si aumenta il debito pubblico o si aumenta il deficit, non ci sono altre strade.

 

Vale la pena farlo?

Il male minore è l’aumento del disavanzo, come sta facendo la Francia. Il debito di Parigi però ha la tripla A, e quindi anche se aumentano deficit e debito il servizio del debito non aumenta. La Francia riesce sempre a procurarsi denaro fresco, mentre l’Italia se ne ha bisogno si ritrova in una situazione simile alla Grecia.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/04/2015 - Riformare la Riforma (cardarelli mario)

E' con questa parola d'ordine che oltre un anno e mezzo fa avviai un confronto sia con Giovannini, all'epoca Ministro del lavoro, sia con Sacconi, Damiano per finire ultimamente con Treu e Boeri. Una buona e giusta riforma deve, nel mantenere l'architettura previdenziale della Legge Fornero che nel lungo termine garantisce tendenzialmente l'equilibrio finanziario, innovare profondamente alcuni dei meccanismi. La proposta del consigliere Galloni è interessante, ma a mio parere è debole dal punto di vista sia del mercato del lavoro per la negoziazione delle professionalità, sia da quello macroeconomico entrambe attraversati dall'ineludibile fattore demografico. Il rischio palpabile è quello di avere in futuro una popolazione anziana povera difficilmente in grado di sostenere tutti gli addendum che sono richiesti a chi è anziano dal punto di vista socio economico e sanitario. Dove lavorare allora? Il fronte è quello della contribuzione volontaria. Fissi il Governo la quota soglia di equilibrio 97/100/105 per la flessibilità data dalle componenti mobili anagrafiche e contributive interne alle quote . Ripristini la contribuzione volontaria generalizzata abrogata da Dini. Lavori l'Inps agli algoritmi di equilibrio e mantenga il Governo l'impegno a non mutare retroattivamente una legislazione consolidata sulle tre forme:retributiva, mista e contributiva. Con il sistema contributivo proquota obbligatorio dal 2014, le classi anziane vorranno uscire ed i giovani entrare.