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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Proietti (Uil): Boeri sta "danneggiando" la ripresa dell'Italia

Per DOMENICO PROIETTI, la proposta di riforma delle pensioni targata Boeri è pericolosa per i consumi, creando non pochi problemi alle possibilità di ripresa italiana

Tito BoeriTito Boeri

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto di tassare le pensioni più ricche per garantire una sorta di reddito di cittadinanza agli ultra 55enni che perdono il lavoro. Una proposta però che non convince Domenico Proietti, segretario confederale Uil con delega sulle politiche previdenziali, secondo cui «soprattutto sulla previdenza, è necessario mantenere la stabilità delle norme, perché è fondamentale per creare aspettative positive. Suscitare apprensione tra i pensionati può produrre effetti devastanti per la nostra economia».

Che cosa ne pensa della proposta del presidente Inps Boeri di tassare le pensioni più alte per introdurre il reddito minimo per gli ultra 55enni che perdono il lavoro?

Bisogna saper distinguere tra ciò che è previdenza, e che si basa quindi sui contributi dei lavoratori, da ciò che è assistenza. Il reddito minimo non è previdenza ma assistenza, e deve essere finanziato con la fiscalità generale. Si può discutere della proposta del presidente dell’Inps, Boeri, ma avendo molto chiaro che non bisogna fare confusione tra i diritti previdenziali e la giusta e necessaria assistenza che lo Stato deve dare alle persone più deboli con le risorse della fiscalità generale.

È una distinzione solo formale o di sostanza?

È una distinzione sostanziale, perché le pensioni che sono frutto di contributi versati non possono assolutamente essere messe in discussione. Nel corso di decenni di vita lavorativa le persone hanno versato dei contributi all’Inps, ed è quindi giusto che abbiano una pensione.

Chi va in pensione con il retributivo gode però di un privilegio che i giovani non hanno più…

Nel mondo delle pensioni non vedo tutti questi privilegi. Basti pensare che metà delle pensioni italiane sono sotto ai mille euro e che negli ultimi anni gli assegni sono stati bloccati dalla rivalutazione rispetto al tasso di inflazione, determinando un progressivo impoverimento. I casi di pensioni eccessivamente ricche che non sono frutto di contributi ma di privilegi possono essere discusse, e lo si deve fare alla luce del sole a partire dalla distinzione tra previdenza e assistenza. Altrimenti il presidente Boeri rischia di alimentare un’ulteriore apprensione nei pensionati italiani che ha un effetto devastante sui consumi.

Per quali motivi?