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FCA/ Gli "ostacoli" che allontanano Ford, GM e Volkswagen

Fiat ha appena annunciato un investimento da 500 milioni a Termoli e intanto ci si chiede quale sarà il suo futuro. Il punto con FERDINANDO ULIANO, segretario nazionale Fim-Cisl

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

Fiat annuncia che investirà 500 milioni di euro per produrre nello stabilimento di Termoli i nuovi motori per i futuri modelli Alfa Romeo: un 4 cilindri a benzina con tecnologie avanzate e potenza elevata, sviluppato in modo specifico per l’Alfa Romeo, e un 6 cilindri di derivazione Ferrari, anch’esso sviluppato appositamente per il marchio milanese. La capacità produttiva installata sarà di oltre 200 mila motori, livello in grado di soddisfare circa la metà dei volumi previsti nel piano Alfa Romeo al 2018. IlSussidiario.net ha raggiunto Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale di Fim-Cisl, che - a commento della notizia - rivela anche che, per quanto risulta al suo ambiente, non ci sarà nessuna nuova fusione per il gruppo Fiat.

Segretario Uliano, con quest’annuncio Marchionne conferma ulteriormente l’impegno preso nel rilancio della produzione di Alfa Romeo…

Sapevamo che lo stabilimento di Termoli, assieme a quello Fma di Pratola Serra, si stava attrezzando per la realizzazione di nuovi motori a benzina per il marchio Alfa Romeo. Non sapevamo di preciso quale fosse la portata dell’investimento perché la politica dell’azienda è ormai quella di annunciare gli investimenti nel momento in cui operativamente si stanno concretizzando.

Ci dice qualcosa circa questi due nuovi propulsori?

Il primo modello con questa motorizzazione si chiamerà Nuova Giulia e sarà presentata il 24 giugno. Successivamente, a partire dal 2016, saranno prodotti altri modelli, un Crossover Suv prodotto a Cassino e un grande Suv che sarà assemblato invece a Mirafiori. I 500 milioni di euro annunciati da Marchionne sono una parte dell’investimento che il gruppo ha previsto per il rilancio del marchio Alfa Romeo nel mondo.

Marchionne vince la sua scommessa, ma insieme a lui la vince anche chi gli ha dato fiducia e con lui ha firmato accordi…

In un periodo di forte crisi economica, si difende l’occupazione facendo degli accordi. Noi l’abbiamo fatto come tutti i sindacati nel mondo. Tutti tranne la Fiom. Se Marchionne può dire oggi che riusciamo a salvaguardare l’occupazione in Italia è anche perché i sindacati si sono assunti la responsabilità di firmare accordi importanti che non hanno messo in discussione i diritti fondamentali o hanno in qualche modo cancellato chissà quale condizione precedente. Abbiamo affrontato temi anche delicati perché era necessario definire nuovi modelli in grado di migliorare la produttività degli stabilimenti e al tempo stesso tutelare i lavoratori.

E della Fiom e Landini cosa ci dice?

Landini per il suo fallimento sta spostando la discussione tutta su un piano politico. Lo aveva già fatto in passato, ma oggi sta prendendo armi e bagagli evidentemente per giocare una partita diversa.

Ci spieghi meglio…