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Lavoro

GIOVANI E LAVORO/ Quei tirocini "fuorilegge" usati dalle Regioni

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L'intervento del Ministero si limita, certamente, alle misure attivate nella cornice della Garanzia Giovani. Tuttavia è auspicabile che, seppur nel quadro di un assetto normativo che affida alle amministrazioni regionali la competenza in materia di tirocini, si avvii, a livello nazionale, una più complessiva e ampia riflessione sull'utilizzo di questo, se ben utilizzato, prezioso strumento per l'inserimento e/o il reinserimento nel mercato del lavoro dei giovani ma non solo.

Molte volte, infatti, grazie al supporto delle risorse del Fondo sociale europeo, le Regioni hanno finanziato la possibilità, anche per le pubbliche amministrazioni, di attivare tirocini presso le proprie strutture. È da ritenersi, oggi, per di più alla luce dell'interpretazione ministeriale, che, questi percorsi, in ragione delle regole che disciplinano l'accesso al pubblico impiego nel nostro Paese, non abbiano più ragion d'essere visti gli obiettivi occupazionali che caratterizzano, complessivamente, i fondi europei. 

Nelle prossime settimane, quindi, è prevedibile che si avvii una riflessione in tal senso. Sarebbe auspicabile che, almeno questa volta, le amministrazioni pubbliche diano il buon esempio. Il ricorso ai tirocinanti, infatti, non può essere la soluzione tampone per dare quelle risposte che i cittadini si aspettano da una complessiva, ambiziosa e organica riforma del pubblico impiego non più procrastinabile.

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