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RIFORMA PENSIONI 2015/ Airaudo (Sel): pronti a una legge per abbassare l’età pensionabile per tutti

Come spiega GIORGIO AIRAUDO, Sel presenterà una sua proposta di riforma delle pensioni che avrà come primo perno la riduzione dell’età pensionabile, ritenuta troppoa elevata

Giorgio Airaudo Giorgio Airaudo

L’Inps ha diffuso una circolare per illustrare le modalità di ricalcolo delle pensioni diventate troppo ricche rispetto ai contributi versati. Il tutto era stato previsto dalla legge di stabilità di dicembre, e colpirà soprattutto le “pensioni d’oro” di funzionari pubblici, professori universitari e magistrati. Intanto fa ancora discutere la possibilità di tassare le pensioni al di sopra di un certo ammontare per introdurre un reddito minimo garantito per le persone con più di 55 anni che perdono il lavoro, di cui Tito Boeri sembra sostenitore. Ne abbiamo parlato con Giorgio Airaudo, deputato di Sel e membro della commissione Lavoro alla Camera.

Partiamo dalla proposta di Boeri. Lei è d’accordo con il presidente Inps?

Il punto è che bisognerebbe rimettere mano alle pensioni e non soltanto correggere gli effetti della riforma Fornero. Dobbiamo ridurre l’età pensionabile, in quanto abbiamo una legge che ci porta in pensione più tardi rispetto a tutti gli altri Paesi europei, a un’età che aumenterà superando i 67 anni. La normativa italiana inoltre che non fa distinzioni tra professioni diverse e pretende che siano tutte uguali, quando invece non è così: un conto è fare il professore universitario, un altro l’edile sulle impalcature.

Lei è a favore della flessibilità in uscita?

L’idea che ci si limiti a immaginare una flessibilità in uscita, sia pure auspicabile, costringendo i lavoratori a pagarla in cambio della rinuncia di una parte del loro assegno sarebbe una doppia beffa. Sarebbe clamoroso se poi per trovare i fondi per gli ultra 55enni si dovesse prenderli dalle pensioni dai 2-3mila euro in su. Una pensione da 2mila euro vuol dire 1.400-1.500 euro netti, mentre 3mila euro lordi corrispondono a 2mila euro netti: stiamo parlando di pensioni medie da lavoro dipendente.

Il sottosegretario Barretta ha annunciato che nella legge di stabilità ci sarà il bonus da 80 euro per i pensionati. Si riusciranno a trovare le risorse?

Faccio fatica a pensare sia che ci siano queste coperture, sia che lo strumento di redistribuzione di cui abbiamo bisogno sia il bonus da 80 euro. Le elargizioni ora a quella fascia e ora a quell’altra non cambiano le cose, soprattutto se non sono accompagnate da interventi reali in grado di creare lavoro stabile e quindi certezze ai cittadini sul loro futuro e allo Stato sulle entrate tributarie.

Qual è la soluzione?