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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ Se prepensionamenti e baby pensioni “costano” più delle pensioni d’oro

Giuliano Poletti ha ribadito che non ci sarà una riforma delle pensioni che preveda tagli degli assegni. Vengono così bloccate le ipotesi di Tito Boeri, Presidente dell'Inps

Giuliano Poletti (Infophoto)Giuliano Poletti (Infophoto)

Ieri alla Camera è stato presentato un utile rapporto ai fini della riflessione su una possibile riforma delle pensioni. Si tratta del “Bilancio del sistema previdenziale italiano” realizzato dall’associazione Itinerari previdenziali presieduta dall’ex Sottosegretario al Welfare Alberto Brambilla. Al suo interno dati interessanti, come quelli che mostrano come le pensioni che meno corrispondono ai contributi versati non sono quelle cosiddette d’oro, bensì quelle integrate al minimo, quelle frutto di prepensionamenti e le baby pensioni. 

Giuliano Poletti è stato protagonista di un question time alla Camera ieri, nel corso del quale ha avuto modo di ribadire che il Governo non intende procedere a un taglio delle pensioni, né con la spending review, né con altri interventi legislativi. Il ministro del Lavoro ha quindi posto un freno alle ipotesi del Presidente dell’Inps Tito Boeri, escludendo categoricamente tagli degli assegni sopra i 2.000 euro. In merito poi agli interventi di salvaguardia degli esodati, Poletti ha assicurato che le risorse non utilizzate nei sei provvedimenti finora approvati saranno usate per chi ancora risulta senza copertura. Tuttavia non ha dato il suo “via libera” a una settima salvaguardia cui la commissione Lavoro della Camera sta pensando. Se l’ipotesi di tagli alle pensioni sembra tramontare, resta invece quella dell’introduzione di un meccanismo di flessibilità, cui si è detto favorevole, a titolo personale, anche il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

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