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WHIRLPOOL/ Gli esuberi che "cozzano" con il boom del Jobs Act

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Quanti sono i nuovi contratti, quelli legati al rilancio, all’uscita dal tunnel? Ancora troppo pochi, perché il rilancio dell’economia non avverrà con il Jobs Act, bensì con interventi radicali sul tema del costo del lavoro, del costo dell’energia, dei tempi della giustizia, del credito. Manca una visione politica del futuro industriale italiano, non sappiamo se diventeremo la Florida dell’Europa, cioè il parco giochi e il museo, più o meno all’aria aperta, del prossimo millennio, o se c’è ancora uno spazio qui, nel Bel Paese, per il manifatturiero.

Insomma, ci aspetteremmo che il Governo decida anche se domani saremo tutti dei custodi di museo e guide turistiche o se ci sarà ancora bisogno di tecnici specializzati e di ingegneri. Tutto qui: ed ecco perché i segnali ci sembrano contraddittori. Perché la realtà è più complessa di quel che ci fa piacere credere.

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COMMENTI
18/04/2015 - lavori fittizzi (Ringhio Ramato)

Egregio Dott. Larghi, ma lei pensa veramente che con la riforma del lavoro si sia eliminato o contenuto il lavoro fittizzio? Chi le scrive ha lavorato qualche tempo in una situazione precaria. Ho sentito molto lontana la CISL che ha sempre difeso e tutelato chi ha ed aveva già fin troppe tutele. Agli altri ( che continuano ad aumentare a dismisura) niente. Solo riforme del mercato del lavoro facilmente raggirabili da qualsiasi commercialista. Nessun contratto, nessuna tutela, licenziamento a completa discrezione del titolare.... Ma quale futuro può avere un organizzazione sindacale che ai giovani non offre nulla? Mi scusi lo sfogo.