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RIFORMA PENSIONI 2015/ La flessibilità per andare in pensioni a 55 anni

Per GIUSEPPE PENNISI una riforma delle pensioni è fattibile con una base minima di età e contribuzione, da cui calcolare l’entità dell’assegno sulla base dei contributi versati

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«Prima di occuparsi della politica previdenziale, che è di competenza del ministro Poletti, Tito Boeri dovrebbe occuparsi di fare funzionare l’Inps». Lo afferma Giuseppe Pennisi, consigliere del Cnel e professore all’Università Europea di Roma e alla Unilink. Il presidente Inps ha proposto di tassare le pensioni più elevate per introdurre un reddito di cittadinanza per gli ultra 55enni che perdono il lavoro. Una proposta che non ha mancato di riscuotere consensi ma anche di sollevare diverse critiche.

Quale soluzione è possibile trovare per gli ultra 55enni che perdono il lavoro?

Ci vorrebbe un sistema di pensionamento flessibile. Se uno va in pensione prima significa che ha pagato minori contributi, e quindi è giusto che riceva un assegno più basso. Basterebbe prevedere una base minima di età e contributi al di sotto della quale non si va in pensione: la mia proposta è 55 anni di età e 15 anni di contributi. A quel punto si calcola l’entità dell’assegno sulla base dei contributi versati. In questo modo non c’è nessuna necessità di prevedere un reddito di cittadinanza, perché se un 55enne rimane senza lavoro va in pensione e incassa l’assegno in proporzione ai contributi versati, sia anche soltanto di 300 o 400 euro al mese.

Ritiene che la possibilità di andare in pensione vada anticipata a 50 anni di età?

No, io fisserei l’asticella a 55 anni o anche a 60 anni.

Un 55enne che perde il lavoro come fa a vivere?

Per un 55enne che perde il lavoro ci sono istituti come l’indennità di mobilità lunga che potrebbe arrivare fino a sette anni, in modo da accompagnare una persona fino alla pensione a 62 anni. E se una persona ha versato poco riceverà una pensione bassa. Altrimenti mettiamo tutto sulle spalle delle nuove generazioni, o di quelli che stanno nascendo adesso.

La proposta di Boeri però è quella di tassare le pensioni più alte…


COMMENTI
25/01/2016 - riforma pensioni boeri (anna cioce)

SONO DACCORDISSIMO CON BOERI, UN DISOCCUPATO COSI POTRA' SOPRAVVIVERE. CON LA SUA PENSIONE. TENENDO CONTO CHE CI SONO DISOCCUPATI/E NEL SETTORE PRIVATO CHE NON HANNO DIRITTOO NEMMENO ALLA CASSA INTREGRAZIONE, MA A MALA PENA HANNO I DUE ANNI DI DISOCCUPAZIONE TRATTANDOSI DI ULTRACINQUANTENNI. MI SEMBRA GIUSTO PERCEPIRE LA PENSIONE MATURATA , IN QUESTA MANIERA SI AVREBBE UN MINIMO DI DIGNITA'. SPERO PROPRIO CHE VENGA PRESA IN CONSIDERAZIONE QUESTA PROPOSTA. CIOCE ANNA