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RIFORMA PENSIONI 2015 / Inps, Boeri: reddito minimo per gli over 55

In attesa che il Governo proceda a una riforma delle pensioni nella prossima Legge di stabilità, la battaglia del comitato Opzione donna continua con la class action

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Un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni. E’ la proposta ribadita dal presidente dell’Inps Tito Boeri a margine di un convegno all’Università Bocconi di Milano. "Sarei felice se il governo riuscisse a trovare le risorse per finanziare un reddito minimo garantito per tutta la popolazione", ha spiegato Boeri annunciando che a giugno l’Istituto nazionale di previdenza presenterà una proposta per introdurre il reddito minimo per gli over 55 che con la crisi hanno fatto registrare "una forte crescita di povertà" e che "difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)". Boeri è poi tornato sui pagamenti delle pensioni il primo del mese: "Abbiamo trovato l'accordo con le banche", quindi adesso si attende "il decreto del governo che mi auguro venga varato il prima possibile".

In attesa che il Governo proceda a una riforma delle pensioni nella prossima Legge di stabilità, la battaglia del comitato Opzione donna continua. Oggi anche il Corriere della Sera dedica un articolo alla class action promossa dinanzi al Tar del Lazio per far sì che le lavoratrici che maturano i requisiti previsti (57 anni di età e 35 di contributi) dalla legge introdotta nel 2004 (per un periodo sperimentale fino al 31 dicembre 2015) entro il 31 dicembre possano accedere alla pensione, seppur con una decurtazione non indifferente dell’assegno (dato che viene calcolato interamente con il sistema contributivo). 

Detta così sembrerebbe che la causa non abbia senso, dato che la legge prevedeva appunto per Opzione donna già il termine del prossimo 31 dicembre. Il problema è che l’Inps, già nel 2012, aveva emanato due circolari che interpretavano la norma includendo nei termini di scadenza anche le cosiddette finestre mobili, che intercorrono tra la domanda di pensione e l’erogazione della stessa. Di fatto, quindi, il limite temporale per accedere all’Opzione donna è stata anticipato al 31 dicembre 2014. Un’interpretazione che i promotori della class action contestano e su cui, va detto, il Governo non si è mai espresso in maniera netta. Vedremo quindi a quale esito arriverà la causa, ricordando che c’è tempo fino al 31 maggio per aderire (maggiori informazioni cliccando qui).

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