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Lavoro

Riforma pensioni 2015/ La "rendita" da fermare per aiutare esodati e giovani

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Sì, ma ha pagato meno di quello che riceverà, soprattutto se vivrà per altri 20 anni. Il sistema pensionistico in vigore ancora oggi è stato pensato negli anni ’60-’70, cioè in un mondo che aveva due caratteristiche che lo differenziavano da quello attuale. In primo luogo era ancora un mondo fortemente gerarchico, e quindi le persone più in alto nella scala sociale prendevano molto di più perché c’era una sorta di premio per la classe dirigente. Inoltre, normalmente la pensione durava cinque-dieci anni, in quanto ci si ritirava dal lavoro a 65 anni e si moriva a 75.

 

In che modo è possibile adeguare le pensioni al mondo che è cambiato?

Con le pensioni dovremmo cercate di riallineare le disparità durante la vita lavorativa, altrimenti diventano forme di rendita o vitalizi. Per esempio, in questo momento un professore universitario che va in pensione prende molto di più di quello che ha versato. Si sconta ancora oggi un mondo “feudale” che premiava molto le persone più in alto nella cala sociale. Personalmente non credo alla storia dei diritti acquisiti, è soltanto una bugia per giustificare delle rendite di posizione. Occorre quindi intervenire, anche se ciò va fatto con buonsenso, discutendo e condividendo le scelte. Tassare le pensioni più alte secondo modalità progressive è un segno di civiltà. Questa redistribuzione è una parte di quanto va fatto, anche se dovremmo fare molto di più.

 

Che cosa?

È necessario uno spostamento di reddito in favore delle giovani generazioni e verso lo stesso mondo della scuola che soffre di una grave carenza di risorse.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
20/04/2015 - Pensioni (Pier Luigi Porta)

Dichiarazioni a tappeto, specie se poi mirate contro una specifica categoria, sono sempre frutto di populismo basato su scarsa informazione. Bisogna anzitutto partire da un asseveramento per tutti della divergenza tra livello della pensione e contributi versati. I sistemi a ripartizione hanno creato molti danni, ma questo non può ora giustificare di sparare ad alzo zero. Le situazioni di divergenza vanno rettificate in maniera progressiva, ossia tenendo conto della entità percentuale ed assoluta della divergenza. Quanto al gioco, anche i normali redditi di qualsiasi natura siano, possono finire nelle case da gioco. Non credo che si possa risolvere il problema della addiction al gioco togliendo i quattrini dalle mani della gente.