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Riforma pensioni 2015/ La "rendita" da fermare per aiutare esodati e giovani

Per LUIGINO BRUNI, una riforma delle pensioni deve partire dal fatto che troppi pensionati incassano di più di quello che hanno versato e ciò rappresenta una disparità intollerabile

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“Oggi c’è un problema sociale molto serio: quello delle persone nella fascia di età 55-65 che una volta perso il lavoro si trovano progressivamente in condizioni di povertà. Si calcola che non più di uno su dieci riesce a trovare una nuova occupazione. Per queste persone è ragionevole allora pensare di introdurre un reddito minimo garantito”. Sono le parole di Tito Boeri, presidente dell’Inps, intervistato dal Corriere della Sera. Abbiamo discusso di questa proposta insieme a Luigino Bruni, professore di Economia politica all’Università Lumsa di Roma.

Che cosa ne pensa della proposta di tassare le pensioni più alte per aiutare gli ultra 55enni che perdono il lavoro?

La ritengo un’idea positiva, in quanto la redistribuzione dalle pensioni più alte verso chi ha perso il lavoro in età avanzata mi sembra una buona idea. Fa parte infatti del principio di fraternità espressione della modernità. Ho dei dubbi sul reddito minimo garantito per tutti.

Per quali motivi?

L’obiettivo deve essere quello di dare a tutti il lavoro, e non invece l’assegno per sopravvivere. Garantire a tutti il salario minimo di cittadinanza rischia di diventare una scorciatoia per evitare di combattere la disoccupazione. Anche perché poi la metà di questi soldi finirebbe nelle slot machine e nei gratta e vinci, come ci fa intuire il fatto che ogni anno in Italia sono spesi 90 miliardi di euro per il gioco d’azzardo. Non c’è nessuna garanzia del fatto che dare a tutti un salario minimo voglia dire aumentare il benessere delle persone.

Lei a partire da quale soglia tasserebbe le pensioni?

Ritengo che vada applicato un criterio di progressività a partire da una soglia minima da 2mila euro. In Italia esiste un numero non indifferente di persone che prendono 5mila euro al mese di stipendio, e questa la ritengo una grande ingiustizia. La disuguaglianza è sempre meno tollerata nella società contemporanea, perché oggi le persone sono più informate.

Una persona che prende 5mila euro di pensione però vuol dire che ha sempre pagato i contributi…


COMMENTI
20/04/2015 - Pensioni (Pier Luigi Porta)

Dichiarazioni a tappeto, specie se poi mirate contro una specifica categoria, sono sempre frutto di populismo basato su scarsa informazione. Bisogna anzitutto partire da un asseveramento per tutti della divergenza tra livello della pensione e contributi versati. I sistemi a ripartizione hanno creato molti danni, ma questo non può ora giustificare di sparare ad alzo zero. Le situazioni di divergenza vanno rettificate in maniera progressiva, ossia tenendo conto della entità percentuale ed assoluta della divergenza. Quanto al gioco, anche i normali redditi di qualsiasi natura siano, possono finire nelle case da gioco. Non credo che si possa risolvere il problema della addiction al gioco togliendo i quattrini dalle mani della gente.