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Lavoro

CONTRATTI/ La "flessibilità" che può costar cara alle imprese

Con l'approvazione di una specifica circolare, il ministero del Lavoro è intervenuto sui cosiddetti contratti a tutele rumene. Il commento di GIANCAMILLO PALMERINI

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Nei giorni scorsi, con l'approvazione di una specifica circolare, il ministero del Lavoro ha voluto confermare e rafforzare una specifica attenzione nel vigilare e contrastare quei comportamenti irregolari connessi all'attivazione dei cosiddetti "contratti a tutele rumene". Si segnala, quindi, agli imprenditori il rischio di sanzioni in caso di utilizzo di questi tipi di "servizi" che non rispettino la normativa in materia di somministrazione di lavoro.

Alcune agenzie di somministrazione di altri Stati membri dell'Unione europea, infatti, stanno proponendo alle nostre imprese il ricorso, tramite questa specifica forma contrattuale, evidenziandone i forti vantaggi, anche di natura economica, di cui queste potrebbero beneficiare.

In particolare, l'utilizzo di "lavoratori interinali con contratto rumeno" rappresenta la possibilità di una maggiore "flessibilità" (certamente non buona) vista, in questo caso, l'assenza totale di alcuni obblighi di carattere retributivo quali tredicesima, quattordicesima (se prevista) e Tfr che sono diritti consolidati dei lavoratori italiani.

In questo quadro il Ministero ha sottolineato come "gli annunci pubblicitari in questione riportino informazioni in netto contrasto con la disciplina comunitaria e nazionale in materia di distacco transnazionale e pertanto come il ricorso a tali 'servizi' possa dar luogo a ripercussioni, anche di carattere sanzionatorio, in capo alle imprese utilizzatrici".

È opportuno ricordare, infatti, come la normativa italiana preveda il rispetto, da parte delle agenzie con sede in altro Stato membro, della disciplina dettata per gli operatori attivi nel nostro Paese a partire dall'approvazione della "Legge Biagi". Nel nostro ordinamento si prevede, in particolare, il diritto del lavoratore somministrato "a condizioni di base di lavoro e d'occupazione complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parità di mansioni svolte", nonché l'applicazione della disciplina in materia di responsabilità solidale per l'adempimento degli obblighi retributivi e previdenziali.


COMMENTI
22/04/2015 - Normativa Vigente (Moeller Martin)

Bene che, anche se con incredibile ritardo, perfino in questo governo qualcuno si sia accorto che fornire lavoro interinale o prestazioni fino a se stesso o anche prestazione di opera prolungate, devono sottostare alla fiscalità ed alle norme vigenti italiane. Ad esempio se acquisto in Romania un impianto, la ditta fornitrice può mandare il proprio personale per effettuarne il montaggio se previsto dal contratto di fornitura e non si estende per un tempo prolungato, ma non possono salvo allinearsi alle condizioni vigenti, realizzare manufatti tipo costruire una casa. Guardate che queste norme non sono state create per tenere fuori i lavoratori romeni, quanto per evitare che interi settori si trasferiscano nei paradisi fiscali. Senza questi correttivi, avremmo più imprese edili a San Marino che in Italia. N.B. Tutti i paesi europei occidentali hanno norme di questo genere e le hanno rafforzate dopo il crollo del blocco comunista per contrastare in particolare il nomadismo di ditte artigiane quali ad esempio imbianchini, idraulici ecc.