BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma Pensioni 2015/ Flessibilità e reddito minimo "alla svedese" per aiutare gli over 50

Infophoto Infophoto

La visione di Boeri, basata su un’equidistribuzione del sistema previdenziale, è corretta, ma anche molto più difficile da attuare. Andare a colpire i retributivi che non hanno pagato i corretti compensi come contributivo e il passaggio a un’eventuale riorganizzazione della loro pensione è una scelta molto impopolare. Toccherebbe infatti un quarto di tutti i pensionati, che sarebbero molto preoccupati per questo tipo di interventi. Anche se in una visione di sostenibilità della spesa previdenziale nel medio-lungo periodo, sono completamente d’accordo con Tito Boeri.


Accettando la proposta di Boeri, quali sarebbero le pensioni da colpire?

Da un punto di vista etico la soluzione migliore sarebbe colpire le pensioni d’oro, anche se la somma ricavata in questo modo sarebbe molto esigua. Perdipiù in caso di ricorso la Corte Costituzionale darebbe ragione a chi beneficia di queste pensioni perché tassare solo loro sarebbe ritenuto un intervento discriminatorio. L’assurdo del sistema italiano è che per colpire l’ex funzionario che prende 14mila euro di pensione bisogna anche togliere 5 euro alle pensioni sociali da 500 euro. Una misura che sarebbe però molto impopolare, al punto da risultare irrealizzabile.


Eppure non le sembra che certe pensioni siano dei veri e propri privilegi?

A essere in questione è il cosiddetto “principio dei diritti acquisiti”. I diritti delle vecchie generazioni sono a totale e completo svantaggio delle nuove. In questo modo in Italia si è creato un conflitto generazionale spaventoso.


(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/04/2015 - Già Inviato ad Elsa Fornero il 27 febbraio 2013 (cardarelli mario)

Chi ha lo stesso coraggio di Ursula Von der Leyer, sua pari tedesca ? C’è chi teme l’ondata di licenziamenti per persone 50/65 che, stante l’allungamento dei tempi minimi per i pensionamento, non si possa ovviare alla prospettiva di restare in mezzo ad una strada. Infatti soltanto per alcuni a professionalità di livello si potrebbero aprire nuove prospettive. Per gli altri sarebbe un 2x1. Infatti in questo caso a rimetterci saranno altri giovani, diversi da quelli citati, perchè ragazzi di 15-20 anni, figli appunto dei cinquantenni, e che stanno ancora studiando per prepararsi al mondo del lavoro. I ragazzi di famiglie molto agiate non avranno problemi a continuare gli studi anche fino al master, il problema sarà per gli altri, quelli cui lo stipendio dei genitori, pur modesto, poteva garantire la copertura delle spese fino al termine degli studi e quindi il salto di qualità. Insomma, non una competizione giovani-”vecchi”, ma fra giovani di generazioni diverse, i primi dei quali hanno avuto tutto l’agio di studiare prima che i loro genitori andassero in pensione. Anche in Germania, dove l’età pensionabile sta per passare da 65 a 67 anni, si sono accorti del problema cinquantenni, tanto che la ministra del lavoro, Ursula von der Leyen – casalinga madre di 7 figli – ha fatto appello alle imprese perché assumano più cinquantenni, forte di uno studio del Centro per la ricerca economica europea che ha confutato che i lavoratori più giovani siano più efficienti e preparati

 
23/04/2015 - Già Inviato ad Elsa Fornero il 27 febbraio 2013 (cardarelli mario)

Chi ha lo stesso coraggio di Ursula Von der Leyer, sua pari tedesca ? C’è chi teme l’ondata di licenziamenti per persone 50/65 che, stante l’allungamento dei tempi minimi per i pensionamento, non si possa ovviare alla prospettiva di restare in mezzo ad una strada. Infatti soltanto per alcuni a professionalità di livello si potrebbero aprire nuove prospettive. Per gli altri sarebbe un 2x1. Infatti in questo caso a rimetterci saranno altri giovani, diversi da quelli citati, perchè ragazzi di 15-20 anni, figli appunto dei cinquantenni, e che stanno ancora studiando per prepararsi al mondo del lavoro. I ragazzi di famiglie molto agiate non avranno problemi a continuare gli studi anche fino al master, il problema sarà per gli altri, quelli cui lo stipendio dei genitori, pur modesto, poteva garantire la copertura delle spese fino al termine degli studi e quindi il salto di qualità. Insomma, non una competizione giovani-”vecchi”, ma fra giovani di generazioni diverse, i primi dei quali hanno avuto tutto l’agio di studiare prima che i loro genitori andassero in pensione. Anche in Germania, dove l’età pensionabile sta per passare da 65 a 67 anni, si sono accorti del problema cinquantenni, tanto che la ministra del lavoro, Ursula von der Leyen – casalinga madre di 7 figli – ha fatto appello alle imprese perché assumano più cinquantenni, forte di uno studio del Centro per la ricerca economica europea che ha confutato che i lavoratori più giovani siano più efficienti e preparati