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Riforma pensioni 2015/ Treu: sì al reddito minimo, ma non a 55 anni

Per TIZIANO TREU, chi ha 55 anni si trova comunque a 12 anni dal pensionamento. In una riforma delle pensioni, quindi, il sostegno al reddito andrebbe previsto per persone più anziane

Tiziano Treu Tiziano Treu

«Chi ha 55 anni va aiutato a trovare un nuovo lavoro, perché si trova comunque a 12 anni dal pensionamento. Il sostegno al reddito andrebbe previsto per persone più anziane e più vicine alla pensione». È il commento di Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro ed ex commissario straordinario Inps, alla proposta del nuovo presidente dell’istituto previdenziale. Secondo Tito Boeri, occorre prevedere forme di reddito di cittadinanza per gli over 55 che rimangono senza lavoro. Intervistato da Repubblica, il presidente Inps ha dichiarato che “si è prodotto un conflitto generazionale che si può attenuare consentendo di lasciare il lavoro prima dell’età della pensione di vecchiaia. Ovviamente con effetti sull’assegno pensionistico: prima esci, meno prendi”.

Condivide le proposte del presidente Boeri?

La questione che riguarda le persone vicine alla pensione rimaste senza lavoro è complessa. Come ha detto anche il ministro Poletti, noi non possiamo immaginare forme di reddito minimo generalizzate o estese, non solo perché costano molto, ma anche perché ci sono delle priorità. Il ministro Poletti giustamente ha detto che la priorità è prendersi cura delle persone che hanno perso il lavoro.

Attraverso quali modalità?

Poiché nei decreti recenti esiste già una forma di sostegno al reddito di chi ha perso il lavoro e ha esaurito la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione, occorre lavorare su questo. In base a questi decreti chi ha perso il lavoro e ha esaurito i normali ammortizzatori ha diritto a un sostegno di ultima istanza di carattere assistenziale in una misura collegata all’ultima indennità di disoccupazione, sperimentale e con una durata limitata.

Che cosa si può fare per gli altri disoccupati anche in fasce di età differenti?

È indubbio che ci sia un bisogno da parte dei disoccupati, ma occorre incominciare da chi ha perso il lavoro e si trova vicino alla pensione. Fissare l’asticella a 55 anni è comunque troppo presto, perché si tratta di persone ancora nel pieno delle forze e che dovrebbero essere innanzitutto oggetto di misure di “active aging”. Il sostegno al reddito andrebbe previsto per persone più anziane e più vicine alla pensione. Dopo una prima sperimentazione di sei mesi, sarà possibile vedere come rafforzare questa misura.

Per Boeri, nove persone su dieci che restano disoccupate dopo i 55 anni non ritrovano più il lavoro. Concorda con questa cifra?


COMMENTI
30/04/2015 - vergognatevi! (umbetrto marilungo)

vergognatevi ancora ' non potete '' cosa non potete fare .. la peste distruggerà tutti i vostri benefici che avete accumulato in questi ultimi trenta anni di democrazia... i sessantenni disoccupati che questo governo ladro ha allungato il termine per avere la propria pensione vi maledicono ..state li a mantenere i vostri benefici e state riducendo sl disagio profondo una intera nazione di gente che ha lavorato ,, perche voi non avete lavorato mai!!!!

 
29/04/2015 - Risorse (Annalisa Brotto)

Dire che non ci sarebbero risorse per far fronte ad una piaga comune qual è la disoccupazione, o che ci vogliono troppi soldi, equivale a dire che il problema non trova soluzione e da sè di certo non risolve per manna ricevuta dal cielo.Non ci si può permettere di perdere per strada qualche generazione, siano 20enni, 30enni,40enni etc, frazionando gli aiuti tra over o under con nel mezzo il nulla, creando quindi quell' iniquità sociale che a parole si vuole combattere.La disoccupazione è una piaga a qualunque età e se le risorse non ci sono, si trovino a tutti i costi per i disoccupati di qualsiasi età,uomini e donne, arrivando anche fosse necessario a chiedere aiuto in Europa.Un paese con una simile disoccupazione creata anche ampiamente per mancate riforme da parte politica, come lo è il nostro, non può sperare di ripartire e la soluzione deve essere in capo ai responsabili che oggi non possono esimersi con la pur legittima motivazione del ci vogliono troppi soldi ,dopo aver mancato negli anni alle opportune riforme.