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J'ACCUSE/ Benvenuto: tante promesse e poco lavoro, il finto "boom" del Jobs Act

Giuliano Poletti (Infophoto) Giuliano Poletti (Infophoto)

Difficile fare previsioni, ma se vogliamo ottenere dei risultati, occorre ridurre immediatamente il peso fiscale per riattivare la domanda. Solo a questa condizione anche il Jobs Act avrà un senso.

 

Il Jobs Act risponde al problema della disoccupazione giovanile?

Esiste effettivamente un fattore di cambio di tendenza per un’attenzione a ridurre il precariato come forma normale di occupazione. Ma a parte ciò non vedo effettive risposte nei confronti del problema dell’occupazione giovanile. L’atteggiamento di autosufficienza tenuto dal governo nei confronti delle parti sociali del resto non gioca positivamente.

 

Insomma, la riforma del lavoro non basta?

È fondamentale che si riattivi un meccanismo. Così com’è il Jobs Act si rivela un espediente propagandistico, viziato per di più da tutti questi termini inglesi che assomigliano al Latinorum con cui don Abbondio nei Promessi Sposi voleva abbindolare Renzo.

 

Il contratto a tutele crescenti potrà essere utilizzato per fare il mutuo in banca?

Oggi come oggi le banche non accendono il mutuo nemmeno a chi ha il contratto a tempo indeterminato classico. Molte delle nostre banche preferiscono compiere delle grandi operazioni finanziarie. Mentre bisogna creare le condizioni, come è avvenuto in altri Paesi, per creare la flexicurity, e non come da noi la flexy-insecurity. Come una banca non dava un prestito a un apprendista, allo stesso modo è prevedibile che non lo dia a un lavoratore con contratto a tutele crescenti. Se si vuole attuare una politica graduale e ragionevole, tutti questi compartimenti stagni devono essere messi in comunicazione.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
03/04/2015 - Sempre e solo debiti (Moeller Martin)

Alla politica si chiede di rilanciare la domanda interna aumentando i debiti a fronte di sgravi fiscali per i lavoratori e poi, non contenti, alle banche di distribuire soldi per farli indebitare anche privatamente. Debiti, debiti e ancora debiti, l'unica ricetta di una certa classe dirigente.