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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Inps, Fondo speciale Ferrovie dello Stato: i requisiti necessari

Chi sostiene che occorra una riforma delle pensioni per modificare la legge Fornero avrà trovato interessanti i dati sulle dichiarazioni dei redditi 2014 diffusi ieri dal Mef

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Riguardo il Fondo Speciale Ferrovie dello Stato (FS), l'Inps comunica che a decorrere dal primo gennaio 2012 i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata sono gli stessi previsti per la generalità dei lavoratori iscritti al Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti (FPLD). Attraverso alcuni grafici, vengono poi messe a confronto le pensioni di vecchiaia e anzianità del Fondo speciale FS in pagamento nel 2015 e le prestazioni che sarebbero state erogate applicando il metodo contributivo: il 96% delle pensioni, fa sapere l'Inps, subirebbe una riduzione se calcolata col metodo contributivo, e più di una pensione su 4 una riduzione superiore al 30%.

Prosegue l’operazione trasparenza "Inps a porte aperte". Sul sito ufficiale dell’istituto nazionale di previdenza è stata pubblicata la scheda informativa relativa al Fondo Speciale Ferrovie dello Stato (FS), istituito nel 1908 e confluito nell’Inps nel 2000 come fondo speciale. E’ un fondo, si legge nella nota, a cui sono iscritti i dipendenti delle Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. assunti prima del 1 aprile 2000, i dipendenti della Holding delle Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. (assunti anche successivamente) e gli ex dipendenti FS (trasferiti per mobilità ad amministrazioni pubbliche) che hanno optato per il mantenimento dell’iscrizione al Fondo speciale FS. L'Inps fa sapere che attualmente il fondo eroga 151mila pensioni di vecchiaia e di anzianità/anticipate, con un importo medio di 25mila euro, 1.400 pensioni di invalidità/inabilità (liquidate dal 2000 in poi e di importo medio di 25mila euro) e 67mila pensioni di reversibilità/indirette (14mila euro). Nel 2015, le nuove pensioni di vecchiaia e di anzianità/anticipate saranno 1.700, per un importo medio di 32mila euro.

L’Istat ha reso noto che la pressione fiscale in Italia è aumentata nel 2014 rispetto all’anno precedente, nonostante i tagli compiuti dal Governo Renzi con il bonus da 80 euro in busta paga. Questo dato ha messo in allarme la Cisl, che per bocca del suo segretario confederale Maurizio Petriccioli chiede al Governo di ampliare il bonus a tutti i lavoratori, agli incapienti e anche ai pensionati. Infatti per ora solamente una quota di lavoratori dipendenti (circa 10 milioni) ne usufruisce. Ricordiamo che Renzi si era impegnato lo scorso anno ad ampliare la platea dei beneficiari del bonus, salvo poi fare retromarcia in sede dell’ultima Legge di stabilità. Dare invece seguito alla promessa potrebbe essere già una piccola riforma delle pensioni in questo 2015.

Chi sostiene che occorra una riforma delle pensioni per modificare la legge Fornero avrà trovato interessanti i dati sulle dichiarazioni dei redditi 2014 diffusi ieri dal ministero dell’Economia. Emerge infatti che, in seguito alle nuove regole introdotte dal Governo Monti, i contribuenti che hanno dichiarato reddito da pensione sono scesi, di ben 168.000 unità. Il brusco innalzamento dell’età pensionabile ha quindi avuto l’effetto di determinare un “blocco” di nuovi pensionati. Ciò nonostante il bacino dei pensionati, a causa anche del continuo invecchiamento della popolazione, resta molto ampio. Sempre dai dati del Mef si evince infatti che il reddito da pensione supera per la prima volta il 30% del totale del reddito complessivo dichiarato al fisco. I dati, è bene specificarlo, sono quelle delle dichiarazioni del 2014 e ciò vuol dire che si riferiscono ai redditi del 2013.

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