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Lavoro

NASPI/ Funzionamento, importo (e svantaggi) del sussidio di disoccupazione

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In merito all'importo dell'indennità, sarà inevitabilmente penalizzato chi nel quadriennio precedente avesse guadagnato di più. Infatti, la misurazione dell'indennità viene determinata sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni (2 anni per l'ASpI), divisa per il  numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33. 

Il sussidio sarà pari al 75% della retribuzione nel caso questa non superi i 1.195 euro. Ma nel caso in cui la media della retribuzione risultasse più alta, il trattamento del 75% sarà incrementato di un 25% della differenza fra salario e tetto massimo di 1.195 euro, fino al massimale di 1.300 euro. 

Inoltre, mentre l'AspI rimaneva invariabile per 6 mesi, l'importo della NASpI si ridurrà del 3% per ogni mese successivo al quarto, il che in termini generali produrrà una decurtazione maggiore per chi dovesse rimanere disoccupato più a lungo. Dalle stime fatte, prendendo come riferimento un periodo di fruizione dell'indennità pari a 16 mesi, la decurtazione alla fine dovrebbe equivalere al 30% con l'ASpI e al 39% con la NASpI.

Infine, i lavoratori discontinui, ma soprattutto quelli con le retribuzioni più elevate, usciranno sfavoriti dalla riforma anche per quel che concerne la contribuzione figurativa. La nuova NASpI prevede un tetto per la contribuzione figurativa nel periodo di fruizione della prestazione, limite che invece non era previsto per l'ASpI. Il massimale per i contributi è fissato a 1,4 volte l'importo massimo della NASpI (1.300 euro mensili per il 2015) e quindi per quest'anno è di 1.820 euro. La quota extra non da diritto a contribuzione. 

Secondo i calcoli della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, una persona che perdesse un lavoro retribuito con 4.500 euro al mese otterrebbe contributi per 600,60 euro, con una penalizzazione complessiva di contribuzione per un anno di sussidio pari a 10.612 euro. 

È di tutta evidenza che tagli così sensibili andranno inevitabilmente a incidere in maniera significativa sugli importi dei trattamenti previdenziali di chi fosse vicino al pensionamento. 

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