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Lavoro

NASPI/ Funzionamento, importo (e svantaggi) del sussidio di disoccupazione

Dal 1 maggio 2015 arriva la Naspi, il nuovo sussidio di disoccupazione voluto dal Governo Renzi. GABRIELE FAVA ci aiuta a capire come funziona questo strumento

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Le novità principali riguardano la trasformazione dell'ASpI e mini ASpI in NASpI (nuova assicurazione sociale per l'impiego), l'introduzione dell'ASdI, la disoccupazione per chi non trova lavoro dopo la scadenza della NASpI, della DIS-Coll, il trattamento per i parasubordinati, e del Contratto di Ricollocazione, che prevede un voucher per le agenzie che riescono a trovare lavoro ai disoccupati.

Per quel che concerne in particolare la NASpI, il sussidio verrà riconosciuto a chi perde il lavoro a partire dal 1° maggio 2015 in avanti e sarà modulato essenzialmente in base alla storia contributiva del lavoratore. Verrà erogato dall'Inps e all'Istituto nazionale di previdenza sociale va presentata la domanda per riceverlo entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.

Dalle prime analisi svolte dagli osservatori e specialisti del settore emerge che la nuova indennità di disoccupazione - accanto ad alcuni elementi migliorativi, quali l'ampliamento della platea degli aventi diritto e l'innalzamento dell'importo massimo dell'assegno, fissato in 1.300 euro mensili in luogo dei 1.190 euro mensili previsti dall'AspI - sarà in definitiva più vantaggiosa per chi ha lavorato più a lungo - e per chi riuscirà a trovare in breve una nuova occupazione -, mentre penalizzerà in maniera consistente sia i lavoratori discontinui che i lavoratori con retribuzioni più alte. 

Tanto che il ministero del Lavoro ha già preannunciato chiarimenti sulla situazione degli stagionali, categoria che rischia alla luce delle nuove regole di godere del sussidio per un tempo molto ristretto, considerato che il D.Lgs. 22/2015 prevede espressamente che nel calcolare la durata dell'indennità non si dovrà tener conto dei precedenti periodi di lavoro per i quali siano già stati percepiti assegni di disoccupazione. Meccanismo assai più svantaggioso rispetto a quello dell'ASpI ordinaria, riconosciuta per almeno 10 mesi a chiunque abbia versato almeno un anno di contributi contro la disoccupazione nell'ultimo biennio, anche se in virtù di contratti precari e discontinui.

Vediamo in sintesi vantaggi e svantaggi della riforma. Quanto alla durata del sostegno al reddito, poiché è stato stabilito che l'indennità verrà erogata per la metà delle settimane retribuite negli ultimi 4 anni precedenti il licenziamento, i benefici maggiori li otterranno coloro che abbiano lavorato in modo ininterrotto nel periodo suddetto, posto che potranno fare affidamento su una copertura di ben 24 mesi (indipendentemente dall'età anagrafica che invece contava per l'ASpI) invece dei 16 mesi previsti per l'ASpI agli over 55 nel 2015. Occorre però considerare che la durata massima di fruizione della NASpI scenderà a 18 mesi dal 1° gennaio 2017.