BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

CONTRATTO A TUTELE RUMENE/ I "pirati" del lavoro all'assalto dell’Italia (aiutati da Landini e co.)

In Emilia Romagna l’agenzia interinale Work Support Agency propone agli imprenditori il contratto a tutele rumene per risparmiare sul lavoro. Il commento di GERARDO LARGHI

InfophotoInfophoto

Mamma li rumeni! Parafrasando antiche esclamazioni di terrore, potremmo dire che i tentativi di diffondere anche in Italia i contratti in stile “Bucarest” (il contratto a tutele rumene, le chiama la Work Support Agency, agenzia interinale con sede a Brasov), per ora registrati e denunciati nella sola Emilia Romagna, dimostrano quanto sia turbolenta e rivoluzionaria la fase storica che stiamo attraversando.

Il capitalismo, infatti, ha portato a termine quell’opera d’internazionalizzazione tanto auspicata e sognata dai disciolti regimi comunisti. L’ha fatto però a modo suo. Così dopo averne cambiato l’antico e politicissimo nome nella più attuale globalizzazione (e si badi bene a non pensare che si tratti solo di una ordinaria questione onomastica), e aver preso a pretesto le rigidità di chi pensava che la storia si fosse davvero fermata, avesse concluso il suo corso, il sistema capitalistico ha rapidamente esportato il proprio modo di intendere il mercato, la propria visione del lavoro, del rapporto tra dipendente e imprenditore.

Anni fa un dibattito attraversò l’Europa: come fare ad arginare l’idraulico polacco che garantiva un buon lavoro a prezzi decisamente più bassi dei suoi colleghi europei dell’Ovest? Oggi, inevitabilmente, la questione è arrivata a interessare anche gli operai, le tute blu. Mentre da noi ci si è arrovellati per anni su battaglie puramente di rappresentanza, come ad esempio sulla pregnanza nel terzo Millennio della tutela offerta dall’articolo 18, il Mercato (moderno Moloch o semplicemente versione coeva della Auri sacra fames virgiliana?) si è guardato intorno e ha deciso che l’Italia è, come spesso ci capita, il ventre molle dell’Europa, e che questo era il terreno giusto su cui attaccare.

Attaccare chi e cosa? I diritti dicono gli uni, le tutele dicono gli altri. E mentre i primi di fronte all’ineluttabile scontro, sentendosi perdenti, già si preparano alla consueta “indignazione”, alla chiamata alle armi di artisti, intellettuali, musicisti e global-contestatori di ogni sorta e genere, confidando che vi sia un giudice a Berlino che impedisca per sempre al mondo di cambiare, i secondi, entro i quali schiero orgogliosamente anche il mio sindacato, la Cisl, si preparano sì alla battaglia contro i nuovi “pirati e filibustieri dei contratti”, i Capitan Drake e gli Henry Morgan del XXI secolo, ma lo fanno a partire dalla coscienza che indietro non si può mai tornare e che le tutele per i più deboli non sono mai conquistate una volta per tutte.

La risposta alla sfida che ci viene dall’Emilia Romagna - e se le cose hanno un senso occorre anche leggere una sorta d’ironica legge del contrappasso in tale coincidenza - non è un antistorico ulteriore irrigidimento delle norme, bensì un allargamento delle tutele attraverso la contrattazione, la differenziazione, l’adattamento degli accordi alle diverse condizioni di mercato, di prodotto, di competenza.


COMMENTI
07/04/2015 - vs articolo (ciro pica)

quello che sta accadendo nel mio settore è simile. distruggere il sistema taxi per farlo diventare da professione a dopo lavoro per pensionati e avventizi. mi piacerebbe confrontarmi con l'autore dell'articolo xche la questione è ipercomplessa e sono abbastanza convinto che il tema al fondo è la perversioni del pensiero occidentale ( stando in occidente, ma il mondo, dove va? ) e che in questo clima, tutto ma quasi proprio tutto va nella direzione di un depauperimento della ricchezza da parte dei più e deboli propagandato dalla invincibile macchina della progresso come progresso ( per stare nel tema dell'economia ) Cioè è il crollo delle evidenze, che riguarda l'esperienza ordinaria dell'uomo e a questo crollo, la sostituzione con la propaganda. il tema è si l'economia, ma il tema è l'uomo, il senso dell'esistenza e la comunità umana come tale. propaganda gay, liberismo, oligopoli sempre più internazionalizzati e sempre più prepotenti, vorrano disporre delle vite dei piu come una volta si usavano gli schiavi. non è esagerazione. chi ci restituirà un volto umano? questa è la sfida