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JOBS ACT/ Così l'Inps "blocca" Dis-coll, Asdi e Naspi

Il Jobs Act ha introdotto dei nuovi sostegni per chi resta senza lavoro. Tuttavia mancano le procedure Inps per renderli operativi, come spiega GIANCAMILLO PALMERINI

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Il Jobs Act approvato nello scorso dicembre tratteggia un nuovo sistema di promozione e tutela del lavoro che incide sia sul versante delle politiche attive e passive che su quello della disciplina dei rapporti di lavoro e della conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro. 

Con particolare riferimento alle politiche passive, la legge delega stabilisce, tra i vari interventi, alcuni principi in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria ai quali i successivi decreti attuativi si sono dovuti attenere. Tra questi vi sono quello della rimodulazione dell'ASpI, con l'omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportandone la durata alla pregressa storia contributiva del lavoratore, quello dell'incremento della durata massima della misura per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti, quello dell'universalizzazione del campo di applicazione dell'ASpI, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e quello dell'introduzione di massimali in relazione alla contribuzione figurativa.

Si prevede, inoltre, l'introduzione, dopo la fruizione dell'ASpI, di una prestazione per i cittadini che presentano valori Isee ridotti e l'eliminazione dello stato di disoccupazione come requisito per l'accesso ai servizi di carattere assistenziale. 

In questo quadro di riferimento opera il D.lgs. 22/2015 del 4 marzo scorso in materia di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati. Il decreto introduce, infatti, la Naspi, la nuova assicurazione sociale per l'impiego che andrà a sostituire la "vecchia" (istituita nel 2012 con la "Legge Fornero") Aspi. Questa andrà a tutelare, per gli eventi di disoccupazione che si verificheranno a partire dal prossimo primo maggio, tutti i lavoratori dipendenti che potranno far valere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro ed almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi

Si introduce, quindi, con lo stesso decreto, e sebbene in via sperimentale, l'Asdi, un assegno di disoccupazione che verrà riconosciuto solo a chi, scaduta la Naspi, non avrà ancora trovato un lavoro e si trovi in condizioni di particolare necessità.