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Riforma pensioni 2015, I due sistemi che "aiutano" il taglio di Boeri

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Il grande problema che abbiamo di fronte è il pregresso costituito dal metodo retributivo. Avendo avuto questa transizione al contributivo, oggi ci troviamo di fronte a due sistemi che convivono. Da un lato c’è chi ha iniziato a lavorare dopo al 31 dicembre 1995 e non può avere un calcolo del trattamento previdenziale diverso da quello che ha versato, mentre chi ha iniziato a lavorare prima di quella data ottiene un assegno più sostanzioso. L’idea di Boeri è quella di accelerare il processo di transizione e quindi di andare tutti verso un sistema contributivo. Il taglio dovrebbe quindi riguardare quella parte che eccede l’effettivo versamento. È una proposta condivisibile, in quando il sistema diventa più equo per tutti, ma il problema è quello di vedere quanto questo consente effettivamente di recuperare in termini di risorse. I tecnici dell’Inps hanno evidentemente fatto i loro conti, ma bisogna vedere se esista effettivamente la possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro e godere del trattamento previdenziale.

 

Che cosa ne pensa dell’indagine conoscitiva della commissione Lavoro sulle disparità che subirebbero le donne?

Condurre un monitoraggio attento è fondamentale, perché bisogna capire quali sono gli effetti della riforma Fornero. Ciò non soltanto in termini di numeri aggregati, ma anche di incidenza specifica sulle categorie dei lavoratori. Se dovesse emergere che effettivamente c’è un’incidenza negativa fortemente penalizzante per le donne, ritengo che qualche misura correttiva vada introdotta.

 

(Pietro Vernizzi)

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