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Riforma pensioni 2015, I due sistemi che "aiutano" il taglio di Boeri

Mentre in Italia Boeri avanza proposte di riforma delle pensioni, nel Regno Unito è stato varato un importante cambiamento del sistema. Ne abbiamo parlato con MAURIZIO DEL CONTE

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Il premier inglese David Cameron ha approvato una riforma delle pensioni in base a cui chiunque abbia superato i 55 anni di età potrà ritirare l’intera somma dei contributi versati nel corso della vita lavorativa. Un quarto della somma sarà esentasse, mentre il restante 75% rientrerà in una tassazione ordinaria. Chi ritira i suoi contributi non avrà diritto però a una pensione pubblica. Cameron conta in questo modo di rilanciare la domanda interna e di conseguenza il Pil. Ne abbiamo parlato con Maurizio Del Conte, professore di Diritto del lavoro all’Università Bocconi di Milano.

Che cosa ne pensa della riforma del premier inglese Cameron?

Vorrei conoscere i dettagli di questa riforma nel Regno Unito e capire esattamente quali sono le percentuali di riscatto dei contributi che sono state stimate. Se in Italia tutti riscattassero i loro contributi nell’arco di poco tempo, l’Inps andrebbe in bancarotta. Nel nostro Paese esiste un sistema a ripartizione, in cui i lavoratori pagano per chi è in pensione oggi e non invece per la loro stessa pensione di domani.

Quindi l’idea di Cameron non è applicabile all’Italia?

Di fatto il sistema italiano si regge sugli attuali contribuenti. In una situazione di scarsa crescita o addirittura di decrescita come quella che abbiamo attraversato finora mi sembra veramente difficile che l’idea di Cameron in Italia possa essere sostenibile dal punto di vista degli impegni di bilancio dell’Inps.

Poniamo il caso di una donna che ha pagato i contributi per dieci anni, e che poi è andata in maternità e non ha più lavorato. Non sarebbe più conveniente ritirare i contributi che ha versato, anziché aspettare 67 anni per poi avere una pensione minima?

Questo è il grande tema di chi ha avuto una vita contributiva discontinua o comunque ha versato pochi contributi perché ha avuto un reddito modesto. Per come è strutturato oggi il sistema previdenziale, chi nel corso della sua vita contributiva non ha superato un certo montante si ritroverà con una pensione sociale, e dunque sostanzialmente avrà versato invano. Non c’è dubbio che per questi soggetti sarebbe conveniente riscattare tutto quello che hanno versato. Il punto è se il nostro sistema previdenziale sarebbe in grado di reggere questo anticipo di prestazioni previdenziali. Io ho qualche perplessità.

Il presidente dell’Inps Boeri ha proposto di tassare chi ha pensioni elevate non giustificate da contributi, per introdurre un reddito di cittadinanza per gli ultra 55enni che perdono il lavoro. È d’accordo con lui?