BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2015/ I tagli di Boeri partono dalle pensioni da 1.300 euro: l’accusa di Cida al Presidente Inps

Le proposte di riforma delle pensioni di Tito Boeri continuano a far discutere. Anche il Cida si schiera contro il Presidente dell'Inps, ricordando cosa comportano i tagli ipotizzati

Infophoto Infophoto

La proposta di Tito Boeri di un reddito minimo per gli over 55 che restano senza lavoro, e lontani dalla pensione, da finanziare attraverso il ricalcolo delle pensioni più elevate, continua a far discutere. Anche Cida, organizzazione sindacale dei dirigenti, si dichiara contraria alle idee del numero uno dell’Inps. Il Presidente di Cida, Silvestro Bertolini, ha infatti spiegato che un prelievo di solidarietà non colpirebbe le pensioni d’oro, ma penalizzerebbe la classe media. Colpire infatti le pensioni sopra i 2.000 euro lordi, vuol dire penalizzare gli assegni da 1.300 euro netti: somme non certo da ricchi benestanti.

Bertolini riprende anche le critiche mosse, per esempio da Cesare Damiano, a Boeri, ricordando che le decisioni su una riforma delle pensioni spettano alla politica e non al Presidente dell’Inps.. E chiede quindi al Governo di prendere una posizione chiara in merito, dato che finora non lo ha fatto. Bertolini non nasconde che potrebbe esserci bisogno di un reddito minimo per aiutare gli esodati in difficoltà, ma questa misura, a suo avviso, dovrebbe essere finanziata dalla fiscalità generale e non da un intervento ad hoc sulle pensioni.

© Riproduzione Riservata.