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Lavoro

DOPO IL 1° MAGGIO/ Renzi, la "riunione segreta" della Cgil e la rottamazione del sindacato

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

Tuttavia, in alcuni ambienti sindacali, questa necessità di rinnovamento è piuttosto sentita e condivisa; non si pensi solo alla Cisl. Anche in casa Cgil, si sta capendo che o il sindacato si trasforma o rischia di implodere. Pochi giorni fa,Il Fatto Quotidiano ha scritto di una riunione segreta con Susanna Camusso e gli altri membri della Segreteria Nazionale, oltre ai segretari di categoria, regionali e delle grandi Camere del lavoro. Particolari di rilievo: Maurizio Landini assente e riunione in corso d'Italia non al civico 25 - sede della Cgil - ma al civico 1, presso NH Hotel. 

Lo stesso giornale riporta che obiettivo della riunione era "fare il punto della situazione interna al sindacato, mettere a verifica una linea politica che nell'ultimo tempo in molti, anche nell'area di Camusso, vedono pericolosamente bloccata; ma, soprattutto, andare alla resa dei conti con la Fiom con cui Camusso mantiene ancora il filo del dialogo nato sull'onda della comune battaglia contro il Jobs Act". Quel dialogo, però, per alcuni deve essere spezzato in virtù del ristabilimento dei rapporti unitari con Cisl e Uil.

La notizia, ignorata da tutti gli altri organi di informazione, è di rilievo. E rilevanti sono le conferme che tale notizia trova in ambienti vicini ai vertici del sindacato di corso d'Italia.

Chi pensa che del sindacato si possa fare a meno pensa male. Il sindacato è attore fondamentale nei processi di mediazione sociale. Oggi però al sindacato è chiesto di essere anche attore di trasformazione, per troppo tempo esso ha rinunciato a governare processi di cambiamento in atto in favore della difesa di interessi precostituiti, in particolare del lavoro pubblico e dipendente. Oggi la politica non glielo permette più, ma soprattutto è la sua base a non permetterglielo più. 

Renzi ha smascherato questa situazione, i sindacati lo hanno capito. Stanno cercando di farne fronte. Il sindacato datoriale non è esente da questi problemi. Renzi sta consolidando la sua leadership, indietro non si torna. Abbiamo bisogno di attori che dialoghino con il suo governo. L'opposizione politica è inesistente, Bersani che dice "c'è in gioco la democrazia" è il canto del cigno di un sistema. Una nuova e sana dialettica può nascere solo dal rinnovamento dei corpi intermedi e delle forze sociali. I tempi, come cantava Bryan Ferry, sono cambiati.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
02/05/2015 - e ora che vengano allo scoperto (RUGGIERO DAMBRA)

ma di quale sindacato state parlando?il nostro sindacato che abbiamo ora e' stato lapidato dagli stessi protagonisti?cioe' il landini la camusso,angeletti scappato prima del tempo sono questi i veri artefici dell fallimento dei nostri sindacati anno firmati centinaio di contratti di lavoro con il botto finale?io non firmo un contratto se non mi piace poi il sindacato deve fare la sua parte in temi di emergenza reale?non dire mai no? loro si sono rovinati con le propie mani e' ancora adesso si anno messo i paraocchi?la loro azienda non fa cassa integrazione non conosce licenziamenti la busta paga arriva puntualmente ogni mese?il mio parere personale di questo che abbiamo addesso e meglio che chiude battenti che vadano a lavorare.