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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ La "rottamazione" che serve agli italiani più dei rimborsi

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È opportuno evidenziare peraltro, come sottolinea anche un recente studio dell'Associazione Bruno Trentin, che i due terzi degli inattivi si dichiara disoccupato, senza però soddisfare le due condizioni necessarie per rientrare nella definizione standard di disoccupazione: ricerca attiva di un lavoro e disponibilità di iniziarlo a breve. Per questi, quindi, la prima risposta sembra essere ovviamente rientrare nel circolo "virtuoso" del mercato del lavoro. C'è da sperare che il Jobs Act operi per dare strumenti concreti in questa direzione. 

È, tuttavia, arrivato il tempo, a prescindere da questo, per una rottamazione dello Stato Sociale come lo abbiamo conosciuto e per il suo complessivo ripensamento. Vi è, infatti, la necessità di andare oltre e pensare a un moderno welfare dedicato ai molti, non solo gli inattivi di cui sopra, che forse la pensione non la vedranno mai e per i quali si deve immaginare un sistema di tutele sociali diverso. Sarà la #svoltabuona?

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