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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Con il sistema retributivo aggravio di spesa pari a 46 miliardi l’anno

Il premier Matteo Renzi interviene nel dibattito sulla riforma delle pensioni, promettendo correttivi in grado di assicurare flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. 

Matteo Renzi (Infophoto2)Matteo Renzi (Infophoto2)

Negli ultimi mesi, complici anche le proposte di Tito Boeri, si è parlato dell’ipotesi di ricalcolare le pensioni erogate col sistema retributivo portandole al contributivo pieno. Il Sole 24 Ore di oggi, anticipando i calcoli compiuti da Stefano e Fabrizio Patriarca in un studio di prossima pubblicazione, riporta che lo squilibrio tra contributi versati e relative pensioni erogate comporta un aggravio di spesa di 46 miliardi. Il dato è riferito al 2012 e dunque potrebbe essere mutato, ma fornisce un ordine di grandezza su quello che potrebbe essere il risparmio in caso di ricalcolo delle pensioni.

Il Governo ha in mente una riforma delle pensioni da realizzare con la Legge di stabilità. Il Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in un’intervista a Il Messaggero ha spiegato che l’ipotesi sembra quella di consentire l’uscita dal lavoro a 62 anni, con una penalizzazione del 2% per ogni ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni, ma solo sulla quota retributiva della pensione. Inoltre, la penalizzazione si attenuerebbe gradualmente se sono stati versati più di 35 anni di contributi. Baretta ha anche spiegato che si possono anche pensare tagli più consistenti o una diversa modulazione degli stessi. In ogni caso sul tema sta anche lavorando l’Inps.

Negli ultimi mesi esponenti della maggioranza, ministri e il presidente dell'Inps Boeri hanno espresso le proprie posizioni sulla sentenza della Consulta e sulla possibile riforma delle pensioni, proponendo varie soluzioni per risolvere i problemi degli esodati e degli over 55 esclusi dal mercato del lavoro. Sul tema, negli ultimi giorni, è intervenuto direttamente il premier Matteo Renzi, annunciando un rimborso di 500 euro per i pensionati con assegno meno elevato (ad agosto), penalizzati dal blocco delle indicizzazioni introdotto dal governo Monti (e dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale). Renzi ha anche promesso maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro (necessaria per "dare spazio ai giovani" e ridurre la disoccupazione giovanile), annunciando alcuni aggiustamenti alla legge Fornero che ne ridurranno la rigidità. "Se una donna a 61, 62, 63 anni, vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità perché glielo si possa permettere", ha detto Renzi, annunciando un correttivo nella prossima legge di Stabilità che permetterà di ottenere la pensione anticipata, con decurtazione dell'assegno. 

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