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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ La "retromarcia" che può aiutare Renzi coi rimborsi

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Un’ipotesi era fare rivivere la normativa che c’era prima di quell’intervento applicandola anche al 2012-2013. Questa opzione non avrebbe permesso lo stesso effetto sul bilancio della normativa dichiarata decaduta dalla Corte, ma comunque avrebbe garantito un qualche risparmio per il bilancio pubblico. La terza alternativa era applicare al 2012-2013 quanto la legge di stabilità ha già fatto per 2014 e 2015.

 

Anche l’ultima legge di stabilità interviene sulle pensioni?

Sì, ma in modo diverso. La manovra ha ridotto l’indicizzazione delle pensioni distinguendo in modo decrescente tra quattro o cinque scaglioni. Questa soluzione più articolata potrebbe essere applicata a ritroso anche al 2012-2013. Una quarta opzione consisterebbe nel combinare l’indicizzazione per scaglioni con la richiesta di un contributo di solidarietà per le pensioni retributive troppo generose rispetto ai contributi versati. Questo contributo andrebbe però disegnato secondo modalità che siano considerata legittime dalla Corte.

 

Secondo lei quale sarebbe la soluzione ottimale?

La soluzione migliore sarebbe l’applicazione a ritroso del meccanismo introdotto con la legge di stabilità. E’ un meccanismo già scritto, che nelle sue linee generali soddisfa quanto la Consulta ha richiesto con la sentenza numero 70 e che nello stesso tempo consentirebbe un parziale risparmio per il bilancio pubblico.

 

(Pietro Vernizzi)

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