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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2015/ Esodati e flessibilità, gli interventi che contano più della staffetta generazionale

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Vanno rimossi gli ostacoli che impediscono di rilanciare l’occupazione. Il nostro Paese è al primo posto in Europa dal punto di vista del peso dei contributi sociali, siamo tra i primi cinque Paesi per carico fiscale, siamo la nazione con il costo dell’energia più alto. Abbiamo uno dei costi più pesanti per quanto riguarda le accise e siamo strangolati dalla burocrazia, tanto è vero che un datore di lavoro si trova a dedicare un terzo del suo tempo a espletare le pratiche. Per non parlare delle vessazioni dell’Agenzia delle Entrate nei confronti degli imprenditori, aggravate dal fatto che ciascuna Regione si inventa la sua regola diversa dalle altre.

 

Oggi gli esodati scenderanno in piazza per chiedere la settima salvaguardia. Quale ritiene che sia la soluzione?

L’unica soluzione è effettivamente la settima salvaguardia. Gli esodati ancora da salvaguardare sono tra i 30 e i 50mila e questo sarebbe l’ultimo intervento. Al governo non resta che mettervi nuovamente mano in modo da chiudere la questione una volta per tutte. D’altra parte per alcuni soggetti la legge Fornero ha ritardato l’andata in pensione di sette anni, gli ammortizzatori sociali durano per 48 mesi, i fondi esuberi cinque anni, le riduzioni concordate per riduzione del personale vanno dai 36 ai 40 mesi, ed è quindi evidente che avremo ancora uno strascico del caso esodati sia quest’anno sia in misura minore l’anno venturo.

 

(Pietro Vernizzi)

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