BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

RIFORMA PENSIONI 2015/ Padoan: nessuna manovra all'orizzonte

Si continua a discutere di riforma delle pensioni: il premier Matteo Renzi ha auspicato una diversa strategia sui fondi pensione, promettendo interventi nei prossimi mesi. 

Matteo Renzi (Infophoto2) Matteo Renzi (Infophoto2)

"Rispetteremo la sentenza della Consulta, minimizzando il costo per lo Stato". Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, parlando in Senato su quanto inciderà sui conti pubblici italiani la decisione della Corte Costituzionale che ha definito incostituzionale il blocco della perequazione automatica delle pensioni, meccanismo che scatta sui trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo Inps. La sentenza potrebbe infatti creare un "buco" che secondo recenti calcoli potrebbe arrivare anche a 16 miliardi di euro. "Quando avremo fatto i conti faremo tutte le valutazioni. Non mi sembra che ci sia una manovra all'orizzonte", ha precisato Padoan. "Stiamo lavorando per una soluzione che sia conforme a tutte le leggi".

A quanto ammonta esattamente il rimborso che l'Inps deve effettuare nei confronti dei pensionati penalizzati dal blocco dell'indicizzazione delle pensioni, come sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale? Con quali tempistiche avverrà il rimborso e con quali modalità il Governo troverà i fondi necessari (compresi tra i 5 e i 10 miliardi di euro, l'esecutivo sta effettuando le stime)? A tal proposito cominciano a circolare le prime ipotesi e puntualmente arrivano le prime smentite, tra cui quella del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha escluso la possibilità di creare una patrimoniale per coprire il disavanzo, spiegando che l'obiettivo dell'attuale Governo resta quello di "diminuire le tasse e non di aumentarle". Il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, Renato Brunetta, ha chiesto al premier e al Ministro dell'Economia di riferire con urgenza in Parlamento per spiegare "le modalità con cui intendono agire" alla luce della sentenza della Corte Costituzionale. 

Il Governo sta studiando una strategia per far fronte alle conseguenze della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco delle rivalutazioni voluto nel 2011 da Monti. Le indiscrezioni di stampa oggi sono concordi nel ritenere che l’esecutivo stia predisponendo un decreto legge da approvare celermente per bloccare i ricorsi dei pensionati, interessati certamente a chiedere il rimborso dell’importo della rivalutazione non ricevuto. In particolare sembra che il Governo voglia rimborsare (non integralmente e magari ratealmente) i pensionati con gli assegni più bassi (comunque superiori a tre volte il minimo). Pare comunque che a questo punto il tesoretto individuato con l’approvazione del Def venga utilizzato per far fronte a questa “emergenza contabile”. 

Mentre si discute di soldi dai restituire ai pensionati per le rivalutazioni non ricevute negli scorsi anni, di reddito minimo, di riforma delle pensioni che introduca una forma di flessibilità e di un taglio degli assegni più alti, colpisce leggere un dato riportato oggi da Il Sole 24 Ore. L’88% delle pensioni erogate in Italia è interamente calcolato con il sistema retributivo. Ciò vuol dire che circa nove pensioni su dieci hanno un importo non basato sui contributi versati durante la vita lavorativa, ma sulle retribuzioni percepite negli ultimi anni di carriera.

Continua il dibattito politico attorno alle riforma delle pensioni e alle relative proposte (soprattutto reddito minimo per gli over 55 e quota 100): il premier Matteo Renzi, in un evento tenutosi alla Borsa di Milano, ha promesso un intervento sul settore dei fondi pensione, ancora poco sviluppato in Italia, nonostante l'istituto sia presente nel nostro paese da oltre 20 anni. "I fondi pensione in Italia hanno un grado di investimento tra i più bassi in Europa e per questo motivo c'è bisogno di una strategia diversa", ha dichiarato Renzi, spiegando che il Ministro dell'Economia Padoan sta studiando alcune soluzioni specifiche per il settore. Quali saranno le modifiche proposte dal Governo Renzi? Aumenterà la deducibilità fiscale dei premi versati (attualmente pari a 5.165 euro, salvo massimali più elevati per i fondi in squilibrio finanziario) o ridurrà nuovamente l'aliquota dell'imposta sostitutiva (aumentata fino al 20% con l'ultima Legge di Stabilità) sui risultati di gestione? Il presidente di Assofondipensione Michele Tronconi ha apprezzato le parole del premier, auspicando che "si torni a parlare con i fondi pensione e non di fondi pensione". 

© Riproduzione Riservata.