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Riforma Pensioni 2015/ La flessibilità che aiuta giovani, esodati e conti dello Stato

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La contribuzione volontaria permette l'accesso alla pensione anticipata con un tempo massimo di deliberazione ed erogazione di 60 giorni per la contabilizzazione e il controllo delle posizioni previdenziali. La contribuzione volontaria deve prevedere il versamento dei contributi nella misura necessaria al rispetto della soglia come su evidenziato. Tali contributi - oltre al pagamento delle mensilità sulla base dell'ultima retribuzione e fine all'erogazione definitiva della pensione - vengono ricalcolati, anche per multipli, a favore dei lavoratori uscenti. È chiaro come questo segmento di calcolo possa inserirsi solo nel segmento contributivo poiché nel retributivo e nel misto per la quota parte retributiva non avrebbe senso essendo stato il calcolo di quelli consolidato con la doppia Riforma Dini e Amato.

Altrettanto chiaro è che ogni intervento (non lo fece la Fornero e si era in emergenza nazionale simil-greca) come quello ipotizzato con leggerezza giuridica da Boeri è un non sense, che si è meritato il richiamo a prendere anche lui il giusto tempo per riflettere e proporre. Aspetteremo, pertanto, giugno.

Tutto questo processo può accadere ove l'esodo sia finalizzato dall'azienda che lo applica per assumere giovani. Viene riconosciuta valenza fiscale proattiva al versamento da parte dei contributi delle aziende (fondi compresi) per l'esodo, così come ai primi due anni di retribuzione dei nuovi entranti. La leva fiscale è valutata di volta in volta scaduto il biennio secondo le politiche governative. Ove per settore o segmento non esistano questi strumenti, e ove gli interessati non opzionassero altre risorse proprie per questa soluzione (per esempio, il Tfr) varrebbe l'ipotesi Giovannini del prestito Inps che, detratti i due mesi di retribuzione, sarebbe convertito nell'Ecu per andare in pensione.

Il concetto di penalizzazione viene quindi trasformato e traslato in concetto di maggiore onerosità contributiva anziché di riduzione della prestazione. Questa dovrebbe essere la valenza di un sistema a quote con componenti mobili, dove ogni interessato ha libertà e volontarietà se inserito in un percorso lavorativo alquanto lineare (ma su questo termine ci dovrebbero essere altri alinea costitutivi) e ha comunque tutela se tale percorso lavorativo si interrompe con poche o concrete possibilità di ripresa. Lo stesso pensionato potrà usufruire, qualora rinnovi invece un inserimento lavorativo - sempre per non disperdere professionalità ed esperienza -, di una normativa ad hoc sul cosiddetto cumulo, gestita con il bilanciamento della leva fiscale tra l'una e l'altra fonte di reddito.

Anche se questo non esaurisce il quadro d'interesse riformatore (dove andavano i contributi in eccesso), ma si ferma sull'aspetto di maggiore attualità, è chiaro come in tale contesto perde di senso parlare di penalizzazioni (la svolta di Damiano), tagli (la strobia di Treu), revisioni giuridiche retroattive solidali (il giustizialismo che non conosce il diritto di Boeri) e forse si risparmierà anche qualche lacrima (il pentimento alla Fornero). Sarebbe di massima soddisfazione per l'autore sapere che il modello della Ragioneria dello Stato o dell'Inps (da cui prima è arrivata la soluzione e poi la notizia di una proposta a giugno) confermano il suo errore madornale dal maggio 2013. Speriamo di non aspettare ancora tanto. Potrei arrivare alla pensione di vecchiaia!

 

(2- fine)

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